Condividi
AD: article-top (horizontal)

Un'organizzazione criminale attiva a Roma è stata smantellata con 18 arresti. Il gruppo importava e spacciava droga, usando metodi violenti e legami con il clan Senese. L'indagine ha rivelato anche infiltrazioni nel carcere di Rebibbia.

Operazione antidroga a Roma: 18 fermati

Le forze dell'ordine hanno eseguito 18 arresti nella capitale. L'operazione ha colpito un'associazione criminale ritenuta molto pericolosa. Gli indagati sono accusati di traffico internazionale di stupefacenti. L'organizzazione importava grandi quantità di droga dall'estero. Questa veniva poi distribuita a diverse piazze di spaccio.

Le autorità contestano l'aggravante del metodo mafioso. Questo è dovuto al controllo del territorio esercitato. Le modalità violente nel recupero dei crediti sono state documentate. I vertici del gruppo avevano legami con esponenti del clan Senese. I carabinieri del Comando provinciale di Roma hanno condotto l'operazione.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale. La richiesta è arrivata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Diciotto persone sono indiziate a vario titolo. I reati contestati includono associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti. C'è anche l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti.

Armi, sequestri e tentati omicidi aggravati

Le indagini hanno portato alla luce anche il possesso illegale di armi. Gli arrestati sono infatti indiziati per porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo. Sono emerse anche accuse di sequestro di persona a scopo di estorsione. Il gruppo è inoltre sospettato di riciclaggio e estorsione.

Alcuni degli episodi contestati presentano l'aggravante mafiosa. Questo sottolinea la pericolosità dell'organizzazione. Le modalità operative erano infatti particolarmente violente. Il gruppo esercitava un forte controllo sul territorio. Le attività di spaccio erano gestite con pugno di ferro. I debiti venivano recuperati con metodi brutali.

L'indagine è partita nel maggio del 2025. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno coordinato le attività. La Direzione Distrettuale Antimafia ha supervisionato il tutto. Le attività investigative hanno documentato un quadro preoccupante. Questo riguarda la permeabilità del sistema carcerario. In particolare, è stata monitorata la casa circondariale di Rebibbia.

Infiltrazioni nel carcere di Rebibbia

L'organizzazione criminale manteneva contatti costanti. Questi erano con figure di alto profilo criminale detenute. Molti di questi erano ristretti nel carcere romano di Rebibbia. Le intercettazioni hanno rivelato la facilità del gruppo. Questo nel condizionare le assegnazioni dei detenuti. L'organizzazione poteva influenzare dove venivano collocati i carcerati.

Inoltre, il gruppo era in grado di commissionare spedizioni punitive. Queste erano dirette contro detenuti con cui insorgevano contrasti. Le dispute di natura criminale venivano risolte con la violenza. Anche all'interno del carcere, l'influenza del gruppo era tangibile. Questo dimostra la pervasività dell'organizzazione.

Dei 18 arrestati, 16 sono stati condotti in carcere. Due persone sono state poste agli arresti domiciliari. L'operazione ha inferto un duro colpo al traffico di droga a Roma. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori collegamenti. La lotta alla criminalità organizzata nella capitale continua senza sosta.

AD: article-bottom (horizontal)