Roma rafforza la sua sicurezza periferica con l'arrivo di 139 nuovi agenti. L'obiettivo è migliorare il presidio del territorio e rispondere alle esigenze delle zone più complesse della Capitale.
Potenziamento della sicurezza nei distretti periferici
La Capitale italiana ha visto un significativo aumento del personale di polizia. Sono stati assegnati 139 nuovi agenti, assistenti e ispettori ai commissariati e ai distretti situati nelle aree periferiche. Questa iniziativa mira a rafforzare la presenza delle forze dell'ordine e a garantire una maggiore sicurezza nei quartieri più delicati.
La notizia è stata comunicata dal questore di Roma, Roberto Massucci, durante una conferenza stampa tenutasi presso il commissariato Casilino. Questo distretto, in particolare, ha beneficiato del maggior numero di nuove risorse, ricevendo 33 unità aggiuntive. L'intervento complessivo coinvolge sette distretti e commissariati strategici nella cintura urbana romana.
Il questore Massucci ha definito questo innesto di personale come «un apporto importante». Ha inoltre anticipato che ulteriori assegnazioni sono previste nel prossimo futuro. Questo rafforzamento degli organici si inserisce in una strategia più ampia. Essa si articola su due direttrici fondamentali: l'«edilizia securitaria» e la «sartoria sociale».
Un approccio integrato alla sicurezza
Secondo il questore Massucci, la sicurezza urbana non può basarsi esclusivamente su azioni repressive. È fondamentale promuovere un approccio più inclusivo. «L'intenzione è quella di mettere insieme tutte le realtà presenti sul territorio», ha spiegato Massucci. Questo include non solo le istituzioni, ma anche le associazioni, i cittadini e i giovani. Solo attraverso un progetto condiviso si può realmente migliorare il controllo del territorio.
L'operazione di potenziamento interessa specifici presidi di polizia. Tra questi figurano quelli di Primavalle, San Basilio, Prenestino, Casilino e Romanina. Queste sedi hanno recentemente visto un cambio al vertice, con nuove dirigenze incaricate di rilanciare l'operatività. Fanno eccezione i distretti di San Paolo e Fidene, che già dispongono di una struttura dirigenziale considerata solida.
L'incremento degli organici varia notevolmente. Si va dalle 17 unità assegnate al distretto San Paolo alle già citate 33 unità per il Casilino. La Questura ha confermato che ulteriori mobilità di personale seguiranno in futuro. L'obiettivo è creare un «unicum operativo e strategico» lungo l'intero anello periferico della città. La prossimità e il dialogo con la comunità sono visti come un argine concreto contro l'illegalità.
Risultati e prospettive future
Il bilancio delle attività svolte nelle periferie tra il 2025 e il 2026 evidenzia l'efficacia degli interventi. Negli ultimi quindici mesi, sono state sequestrate 265 armi e oltre 6mila munizioni. Sul fronte amministrativo e preventivo, sono state registrate 31 sorveglianze speciali, 45 avvisi orali e 25 fogli di via obbligatori con divieto di ritorno nella provincia di Roma.
Particolarmente significativo è il numero di controlli effettuati sulle persone sottoposte a misure restrittive. Sono state monitorate 6.800 persone agli arresti domiciliari. Per quanto riguarda il contrasto alla violenza di genere e agli atti persecutori, sono stati emessi 109 ammonimenti del questore. A questi si aggiungono 155 espulsioni di cittadini extracomunitari, di cui 77 collocati nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).
Sono stati inoltre rafforzati i presidi dedicati all'ascolto protetto delle vittime. Strutture specifiche sono già operative nei distretti di Fidene, San Paolo e Primavalle. Una nuova sede sarà presto inaugurata al Prenestino. Ai nuovi dirigenti, definiti dal questore «liaison officer», è stato richiesto di unire rigore operativo e capacità di ascolto. L'obiettivo è promuovere una logica di squadra che trascenda i confini dei singoli uffici.
Il presidente del Municipio VI, Nicola Franco, presente alla conferenza, ha definito la giornata come «grande e inaspettata». Ha sottolineato come ultimamente le cose stiano cambiando e come esista ora un «fronte comune» tra istituzioni e territori. In passato, i municipi si trovavano spesso ad agire in isolamento.