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A Roma sono state richieste nove condanne per giudici di pace, avvocati e medici. Sono accusati di aver orchestrato truffe assicurative tramite sentenze pilotate e falsi incidenti stradali nel Casertano.

Richieste condanne per giudici di pace e professionisti

La Procura di Roma ha richiesto nove condanne. Il pm Alessia Natale ha presentato le richieste. Gli imputati sono quattro avvocati, tre giudici di pace e due medici. Sono accusati di presunte truffe assicurative. I fatti contestati riguardano falsi incidenti stradali. Questi si sarebbero verificati nel Casertano.

Le indagini sono partite dalla Polizia di Stato di Caserta. Hanno visto la collaborazione della Guardia di Finanza di Caserta. La competenza del processo si è poi spostata a Roma. Questo per la presenza dei giudici di pace coinvolti.

Pene richieste per i giudici e gli avvocati

Il pubblico ministero ha sollecitato pene severe. Per Maria Gaetana Fulgeri, giudice di pace, sono stati chiesti 5 anni e 10 mesi di reclusione. Per Rodosindo Martone, anch'egli giudice di pace, la richiesta è di 5 anni e 8 mesi. Per Bruno D'Ursio, terzo giudice di pace, sono stati chiesti 5 anni.

La pena più elevata è stata domandata per l'avvocato civilista Giuseppe Luongo. A lui sono stati chiesti 6 anni e otto mesi di carcere. Per gli altri tre avvocati, Vincenzo Castaldo, Michele Zagaria e Michele Chirico, la richiesta è di quattro anni e mezzo. Per i medici Giuseppe e Michele D'Amico, sono stati chiesti 4 anni di reclusione.

Il meccanismo delle sentenze pilotate

Secondo l'accusa, i giudici di pace avrebbero emesso sentenze di comodo. Questo sarebbe avvenuto in cambio di regali. Tra questi beni di lusso e denaro contante. Le sentenze favorivano gli avvocati. Questi pagavano le cosiddette mazzette. Di conseguenza, le loro pratiche di risarcimento venivano avvantaggiate. Le richieste di risarcimento erano indirizzate alle compagnie assicurative.

Queste pratiche si basavano su falsi incidenti stradali. Erano supportate da referti medici falsificati. I referti erano firmati dai due operatori sanitari imputati. Il sistema illecito è stato scoperto dagli inquirenti. Hanno notato anomalie in incidenti apparentemente distinti.

Anomalie negli incidenti e reclutamento delle "vittime"

Gli incidenti, pur differendo per tempi, luoghi e persone coinvolte, presentavano dinamiche simili. Tra le anomalie più frequenti vi erano investimenti di pedoni sulle strisce. Altri casi riguardavano ciclisti, anche su biciclette tandem. Un altro elemento ricorrente era la mancata presenza delle Forze dell'Ordine sul luogo dell'incidente.

Le persone che interpretavano le "vittime" dei falsi incidenti venivano reclutate nelle periferie di Casal di Principe. Ricevevano denaro per la loro partecipazione. Il compenso variava da 150 euro al momento della finta denuncia. Poteva arrivare fino a 500 euro al completamento della pratica.

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