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Un uomo di 38 anni residente a Reggio Emilia è stato sottoposto a divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. L'uomo perseguitava l'ex compagna con oltre mille telefonate e minacce, danneggiando anche la sua auto.

Minacce e stalking all'ex compagna

Un uomo di 38 anni residente a Reggio Emilia è stato destinatario di un provvedimento giudiziario. Le autorità hanno emesso un divieto di avvicinamento nei suoi confronti. La misura è stata disposta dal Tribunale di Reggio Emilia. Il provvedimento include l'applicazione di un braccialetto elettronico. Questo per monitorare i suoi spostamenti.

L'uomo è accusato di stalking e minacce nei confronti della sua ex compagna. La relazione sentimentale era terminata nel giugno del 2025. La donna aveva deciso di interrompere il legame dopo diversi anni di convivenza. La fine della relazione, tuttavia, non è stata accettata dall'uomo. Da quel momento, ha iniziato una campagna di persecuzione.

La donna ha subito molestie e minacce di morte per oltre un anno. Il comportamento dello stalker ha coinvolto anche i tre figli minori della coppia. Le minacce sono state reiterate in vari modi. Tra questi, messaggi vocali espliciti. In alcuni messaggi, l'uomo paventava l'uso di una pistola.

Ha anche minacciato il fratello della donna. Nonostante la vittima avesse bloccato le sue utenze telefoniche, l'uomo ha continuato a contattarla. Le chiamate anonime sono state numerose. Tra il 10 luglio e il 24 settembre 2026, sono state registrate 1.067 telefonate. In alcuni giorni, ha raggiunto picchi di 174 chiamate giornaliere.

Danneggiamento dell'auto e minacce sul luogo di lavoro

L'escalation delle azioni persecutorie ha raggiunto il culmine il 20 settembre 2026. In quella data, l'uomo si è recato sul luogo di lavoro della donna. Ha intenzionalmente danneggiato la sua automobile. Ha forato uno pneumatico del veicolo. Successivamente, ha inciso una 'X' sulla portiera dell'auto.

Le minacce non si sono fermate qui. Tramite il figlio, ha fatto sapere alla donna che avrebbe dato fuoco al veicolo. Questo avvertimento era condizionato al suo ritorno al lavoro. Tali comportamenti hanno generato nella vittima un profondo disagio. I carabinieri hanno documentato un "grave e perdurante stato di ansia e paura".

La donna è stata costretta a modificare le sue abitudini quotidiane. Per timore di ritorsioni, ha richiesto di essere scortata dai colleghi al termine dell'orario di lavoro. La paura di subire ulteriori aggressioni era palpabile. La sua serenità era compromessa dagli atti intimidatori.

Le indagini dei Carabinieri e il provvedimento giudiziario

Le indagini sono state condotte dai Carabinieri della stazione di Castelnovo Monti. Hanno raccolto prove concrete a carico dell'uomo. Tra queste, le registrazioni audio delle minacce. Sono stati analizzati i tabulati telefonici. Sono state raccolte testimonianze decisive. Questi elementi hanno permesso di ricostruire la condotta persecutoria.

La Procura della Repubblica ha presentato una richiesta al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP). La richiesta riguardava l'applicazione di misure cautelari. Il GIP del Tribunale di Reggio Emilia ha accolto la richiesta. Ha disposto il divieto di avvicinamento alla vittima. La distanza imposta è di 1.000 metri.

L'applicazione del braccialetto elettronico servirà a garantire il rispetto di tale misura. La tecnologia permetterà di monitorare costantemente l'uomo. Qualsiasi violazione del divieto sarà immediatamente segnalata. Questo provvedimento mira a proteggere l'incolumità della donna. La sua sicurezza è stata messa a rischio per un lungo periodo.

Il caso evidenzia la gravità delle condotte di stalking. La violenza psicologica e le minacce possono avere effetti devastanti sulla vittima. Le autorità intervengono per interrompere tali cicli di violenza. La giustizia cerca di ripristinare un senso di sicurezza. La tecnologia supporta le forze dell'ordine nel monitoraggio dei soggetti pericolosi. La comunità di Reggio Emilia è stata scossa da questi eventi. La vicenda sottolinea l'importanza di denunciare e di intervenire tempestivamente.

Le indagini hanno permesso di accertare la premeditazione e la persistenza delle azioni. L'uomo non ha mostrato alcun segno di ravvedimento. Ha continuato nella sua condotta nonostante i tentativi della donna di interrompere i contatti. L'uso di utenze anonime e il danneggiamento dell'auto dimostrano la sua determinazione nel voler intimidire la vittima. La sua presenza nei pressi del luogo di lavoro era un ulteriore elemento di forte pressione psicologica.

La misura del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico è uno strumento efficace. Permette di prevenire ulteriori aggressioni. Garantisce alla vittima uno spazio di sicurezza. La sua applicazione rappresenta un passo importante verso la tutela delle persone vulnerabili. La collaborazione tra Procura e Carabinieri è stata fondamentale. Ha permesso di agire rapidamente e con efficacia.

La regione Emilia-Romagna si trova ad affrontare casi di questo tipo. Le forze dell'ordine sono impegnate nel contrasto alla violenza di genere e allo stalking. La consapevolezza pubblica su questi temi è in crescita. Questo incoraggia le vittime a cercare aiuto. La rete di supporto per le donne vittime di violenza è fondamentale. Le istituzioni sono chiamate a rafforzare le misure di prevenzione e protezione.