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Un'onda sonora di 50 pianoforti ha aperto il festival Aperto di Reggio Emilia. L'opera "11000 Saiten" di Haas ha avvolto il pubblico in un'esperienza immersiva.

Un'esperienza sonora immersiva

Il festival Aperto di Reggio Emilia ha preso il via con una performance musicale di grande impatto. L'evento ha visto protagonisti 50 pianoforti disposti in cerchio. Questa disposizione scenica ha creato un'atmosfera unica per il pubblico presente. La composizione eseguita è intitolata "11000 Saiten". L'autore è il compositore austriaco Georg Friedrich Haas. La performance ha segnato l'inizio delle celebrazioni del festival.

La composizione "11000 Saiten"

Il titolo "11000 Saiten" si traduce letteralmente in 11mila corde. Questo numero fa riferimento alle corde dei 50 pianoforti utilizzati. A questi si sono aggiunti gli strumenti di 25 musicisti del Klangforum Wien. La direzione musicale era affidata a Vimbayi Kaziboni. L'allestimento ha circondato completamente gli spettatori. Il tutto si è svolto in uno dei vecchi capannoni delle Reggiane. Questi spazi, un tempo officine, sono ora parte del Parco dell'Innovazione.

Un'opera itinerante

La composizione di Haas non è nuova al pubblico internazionale. La sua prima esecuzione è avvenuta al Bolzano Festival Bozen. Questo evento è stato commissionato dalla fondazione Busoni Mahler. Successivamente, "11.000 Saiten" è stata presentata in diverse città prestigiose. Tra queste figurano Amsterdam, Vienna, Berlino, Praga, Hangzhou e New York. Attualmente, il compositore Haas risiede a New York con sua moglie.

L'esecuzione a Reggio Emilia

La presentazione a Reggio Emilia è stata curata dal Reggio Parma Festival. L'opera è stata proposta in due repliche. La prima si è tenuta al tramonto, alle ore 19. La seconda è stata programmata per le ore 22. I musicisti erano posizionati in modo da non vedersi tra loro. I pianisti, giovani talenti selezionati dai conservatori, davano le spalle al pubblico. Gli altri orchestrali, invece, guardavano gli spettatori. Il grande diametro del cerchio impediva la visibilità reciproca. Ogni musicista aveva davanti uno smartphone con un cronometro. Il suono giungeva da diverse direzioni. Il pubblico veniva avvolto da circa sessanta minuti di musica. Una molteplicità di suoni che si dispiegava come onde sonore.

Le Reggiane, un luogo di rinascita

La scelta delle Reggiane come sede dell'evento non è casuale. Questo sito industriale dismesso è stato riconvertito in un centro culturale e innovativo. La sua trasformazione in Parco dell'Innovazione offre spazi unici per eventi artistici. L'acustica dei vecchi capannoni industriali si presta a performance musicali d'impatto. L'evento ha valorizzato questo spazio storico della città. Ha contribuito a dare nuova vita a un'area simbolo del passato industriale di Reggio Emilia.

Il festival Aperto e la sua visione

Il festival Aperto si distingue per la sua proposta artistica audace. Ogni anno presenta spettacoli che sfidano le convenzioni. La scelta di opere come "11000 Saiten" ne è una chiara dimostrazione. Il festival mira a offrire esperienze multisensoriali. Coinvolge il pubblico in modi sempre nuovi. La musica di Haas, con la sua complessità e la sua capacità di creare paesaggi sonori, si inserisce perfettamente in questa visione. L'evento ha confermato la vocazione di Reggio Emilia come città d'arte e cultura.

Domande frequenti

Chi è Georg Friedrich Haas e cosa rappresenta "11000 Saiten"?

Georg Friedrich Haas è un compositore austriaco. "11000 Saiten" è una sua composizione che utilizza le corde di 50 pianoforti e gli strumenti di 25 orchestrali. Il titolo si riferisce al numero totale di corde impiegate.

Dove si è svolto il festival Aperto di Reggio Emilia e quali sono state le caratteristiche dell'evento?

Il festival Aperto si è svolto a Reggio Emilia, in uno dei capannoni delle Reggiane, ora Parco dell'Innovazione. L'evento principale ha visto l'esecuzione di "11000 Saiten" con 50 pianoforti disposti a cerchio, creando un'esperienza sonora immersiva per il pubblico.