A Reggio Calabria si è rinnovata l'antica tradizione del cero votivo alla Madonna della Consolazione. La cerimonia, che affonda le radici nel 1571, ha visto la partecipazione delle massime autorità civili e religiose della città.
La storica consegna del cero votivo
La città di Reggio Calabria ha rinnovato il suo profondo legame con la Madonna della Consolazione. La patrona cittadina è stata omaggiata con la tradizionale consegna del cero votivo. Questo gesto solenne è stato compiuto dall'amministrazione comunale.
La cerimonia affonda le sue radici in un passato lontano. Un atto notarile del 1571 attesta l'origine di questo rito. All'epoca, la città era colpita da una grave pestilenza. La popolazione invocò l'intercessione della Vergine Maria. La peste fu debellata, dando origine a questa devozione.
Autorità civili e religiose presenti
Quest'anno la celebrazione ha avuto un significato particolare. Per la prima volta, il sindaco Francesco Cannizzaro ha partecipato in veste ufficiale. Egli è stato eletto tre mesi fa. Al suo fianco, l'arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Fortunato Morrone. Hanno preso parte alla cerimonia numerose figure ecclesiastiche di rilievo.
Tra gli intervenuti, mons. Edgar Pe a Parra, nunzio apostolico in Italia e San Marino. Presente anche il nuovo vescovo della diocesi di Locri-Gerace, mons. Cesare Di Pietro. Hanno partecipato inoltre mons. Santo Marcianò, vescovo di Frosinone-Anagni. Non è mancato l'arcivescovo emerito di Reggio Calabria, mons. Mondello.
Il sindaco affida il futuro alla Madonna
Nel suo intervento, il primo cittadino ha affidato il futuro della città alla Madonna della Consolazione. Il sindaco Cannizzaro ha voluto ricordare una giovane vittima della strada. Si tratta di Anthea Ranieri, 23enne, scomparsa in un incidente stradale.
«Deponiamo il cero con il cuore profondamente ferito», ha dichiarato il sindaco. Ha poi aggiunto: «Per la prima volta ho l'onore di compiere come sindaco un gesto dal forte spirito identitario». Ha sottolineato l'importante carico di responsabilità. «Davanti alla nostra patrona», ha spiegato Cannizzaro, «non c'è un singolo uomo, non c'è una singola parte, ci siamo tutti». Ha incluso l'amministrazione, le istituzioni e le forze sociali. Ha menzionato anche le associazioni e le molteplici realtà che compongono la comunità cittadina.
Legalità e memoria: i valori citati
Tra i valori fondamentali per la città, il sindaco Cannizzaro ha evidenziato la legalità. Essa non è solo rispetto delle regole. È il fondamento della convivenza civile. È la base della libertà di una comunità. Il suo discorso ha reso omaggio a due figure storiche della città. Ha ricordato l'arcivescovo Giovanni Ferro e don Italo Calabrò.
Anche mons. Morrone ha voluto ricordare queste personalità. Ha auspicato per l'arcivescovo Ferro la grazia di vederlo presto elevato agli onori dell'altare. Ha sottolineato il suo contributo alla crescita della chiesa locale. Per don Italo Calabrò, ha espresso l'augurio che si apra presto il cammino di beatificazione. La cerimonia si è conclusa con un rinnovato senso di comunità e devozione.