Condividi

A Reggio Calabria si è celebrato il 'Corrado Alvaro Day' per commemorare il settantesimo anniversario della scomparsa del celebre intellettuale. L'evento ha visto la partecipazione di studiosi e giovani, evidenziando l'attualità del suo pensiero.

Omaggio a Corrado Alvaro a settant'anni dalla scomparsa

Settant'anni fa cessava la vita di Corrado Alvaro. Per non dimenticare la sua figura, il centro territoriale di Reggio Calabria dell'Associazione italiana parchi culturali ha organizzato un evento speciale. L'iniziativa, denominata 'Corrado Alvaro Day', si è svolta presso Palazzo Campanella.

L'evento ha incluso un seminario di studi. Il tema centrale era 'Corrado Alvaro, dalla Calabria all'Europa'. Hanno partecipato autorevoli studiosi. Tra questi, Aldo Maria Morace, Antonio D'Elia e Giuseppe Lo Castro. L'eurodeputata Giusy Princi era presente. Anche il maestro ceramista Vincenzo Ferraro ha preso parte alla cerimonia.

Premio AIParC Demetra 'Irene Tripodi' assegnato

Durante la giornata è stato assegnato un importante riconoscimento. Si tratta del Premio nazionale AIParC Demetra 'Irene Tripodi'. Questa è stata la sua undicesima edizione. Il premio è stato conferito all'eurodeputata Giusy Princi. È stato premiato anche il maestro ceramista Vincenzo Ferraro. L'evento ha sottolineato l'importanza di figure che portano alto il nome della Calabria.

Il profilo intellettuale di Corrado Alvaro

Aldo Maria Morace, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Corrado Alvaro, ha delineato il profilo dello scrittore. Ha posto l'accento sul motivo principale per cui ricordarlo. «È stato un grandissimo intellettuale», ha affermato Morace. «Uno dei maggiori del suo tempo».

Morace ha evidenziato la sua capacità di anticipare i tempi. «Era uno capace di capire dove stava andando la società», ha spiegato. «Aveva delle antenne vibratili». Come esempio, ha citato la sua precoce comprensione degli eventi in Germania. «Solo un esempio», ha aggiunto.

Lo studioso ha poi sottolineato la sua analisi della società contemporanea. «La lettura della società contemporanea, a lui contemporanea, quindi del dopoguerra», ha detto. Ha menzionato la sua capacità di individuare «i nuovi mostri che si stavano profilando». Morace ha concluso definendolo «un grande scrittore, europeo».

Il legame di Alvaro con la sua terra

Il rapporto di Alvaro con la sua terra, la Calabria, è stato un altro punto focale. Morace ha parlato di «un amore disperato». Ha spiegato che «tutta la sua poetica scaturiva da qua». Lo scrittore riteneva fondamentale conservare il senso della tradizione. Da lì, si poteva esplorare la società contemporanea.

«Senza perdere i valori, come dire, architipici, primigeni della sua società, che era quella calabrese», ha aggiunto Morace. Ha ribadito la sua lungimiranza nel comprendere gli eventi europei. «È stato veramente fra i primi a comprendere che cosa stava succedendo in Europa».

Morace ha descritto il suo tempo come «il secolo della paura, nel secolo del razzismo, nel secolo della dispersione della personalità». Ha affermato che «tutto questo Alvaro l'ha capito, e l'ha capito prima degli altri».

Il messaggio di Alvaro ai giovani

Rivolgendosi ai giovani, Morace ha ipotizzato cosa direbbe oggi Alvaro. «Credo, di esercitare al massimo il proprio senso critico», ha suggerito. Ha ricordato la paura di Alvaro «dell'imbonimento della narrazione falsa che oggi, purtroppo, ci opprime».

Quest'anno, il 'Corrado Alvaro Day' ha dato ampio spazio ai giovani. Sono stati protagonisti del progetto A.I.PAR.C. 'Calabria, terra mia: dalla Calabria all'Europa'. Sono stati premiati i migliori elaborati tra trenta proposte. Queste includevano testi, video e poesie realizzate dagli studenti.

I giovani interpreti dell'eredità di Alvaro

Salvatore Timpano, presidente nazionale AIParC, ha commentato i lavori dei giovani. «Lavori che testimoniano un lavoro profondo e partecipato», ha affermato. Ha evidenziato come «i ragazzi non si sono limitati a leggere, ma hanno interpretato, rielaborato, offerto una visione contemporanea della Calabria e del suo possibile ruolo in Europa».

Francesco Chindemi, portavoce del presidente del Consiglio regionale, ha portato i saluti di Salvatore Cirillo. Chindemi ha sottolineato l'impegno degli organizzatori. Ha affermato che autori come Alvaro «appartengono profondamente alla nostra identità». Ha aggiunto che «hanno saputo parlare ben oltre i confini della Calabria: all'Italia e all'Europa».