La memoria di Francesco Fortugno deve trasformarsi in responsabilità concreta per le nuove generazioni. Il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, sottolinea l'importanza di creare opportunità per i giovani calabresi.
Cirillo: memoria Fortugno diventa responsabilità
Onorare la figura di Francesco Fortugno significa custodire il suo ricordo. Questo è quanto affermato dal presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo. La memoria dell'omicidio di Fortugno, avvenuto ventuno anni fa, deve trasformarsi in un impegno concreto.
I giovani che scesero in piazza allora chiedevano una Calabria libera dalla paura. Oggi, questa richiesta si fa sentire all'interno delle istituzioni. È necessario tradurla in scelte politiche precise. Servono partecipazione attiva e opportunità reali per le nuove generazioni.
Queste dichiarazioni sono state fatte a Roma. L'occasione era un incontro intitolato «Lotta alle mafie e prospettive di sviluppo». L'evento ricordava i ventun anni dall'assassinio di Francesco Fortugno. L'associazione ex parlamentari della Repubblica ha promosso l'incontro. Si è svolto nella Nuova Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati.
L'impegno contro le mafie e per lo sviluppo
L'iniziativa è stata moderata dal giornalista Paolo Di Giannantonio. Tra i relatori figuravano il presidente dell'Associazione ex parlamentari Pino Soriero. Presenti anche Maria Grazia Laganà, vedova di Francesco Fortugno. Intervenuta anche la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo e l'ex premier Romano Prodi.
Salvatore Cirillo ha rievocato il vicepresidente del Consiglio regionale. Fortugno fu ucciso a Locri il 16 ottobre 2005. Il presidente ha condiviso un ricordo personale. Aveva solo dieci anni quando avvenne l'omicidio. Non comprendeva tutto, ma certe immagini sono rimaste impresse.
Ciò che colpì di più fu la reazione dei ragazzi. Pochi anni più grandi di lui, decisero di esporsi pubblicamente. Gridarono: «E adesso ammazzateci tutti!». Queste parole esprimevano indignazione e coraggio. Rappresentavano una forte richiesta di cambiamento.
Un ponte tra passato e futuro per la Calabria
Oggi, Salvatore Cirillo presiede l'Assemblea regionale. Un'assemblea di cui Fortugno era vicepresidente. Sente la responsabilità di unire quella memoria storica. Deve collegarla alle aspettative dei giovani di oggi. È fondamentale costruire un ponte solido. Un ponte tra chi allora alzò la voce e chi oggi cerca ragioni per credere nella propria terra.
Da quel tragico evento, la Calabria ha compiuto progressi significativi. La capacità delle istituzioni di collaborare con magistratura e forze dell'ordine è aumentata. Questo ha rafforzato la lotta contro il malaffare. Ha dato fiducia a chi desidera vivere e lavorare nella legalità.
Questo impegno si è riflesso anche nell'azione politica recente. Il Piano per restituire i beni confiscati alle comunità è un esempio. Supporta il recupero di questi beni per scopi sociali e culturali. La collaborazione con le scuole e il Ministero dell'Interno è cruciale. Promuove la legalità e contrasta l'abbandono scolastico. Valorizza il protagonismo giovanile.
Creare opportunità per trattenere i giovani
Contrastare il malaffare non significa solo affermare la legalità. Significa anche creare alternative concrete. Offrire opportunità di crescita e sviluppo. Questa deve essere la guida per la nuova fase politica regionale. Bisogna riconoscere ai giovani spazio e responsabilità. È necessario sostenere studio, lavoro e merito.
Occorre creare le condizioni affinché i giovani possano impiegare le loro competenze. Devono metterle al servizio della Calabria. Questo è essenziale per il futuro della regione. Per chi, come Cirillo, è cresciuto con quelle immagini, ricoprire un ruolo pubblico è un dovere. Significa dare seguito a quella speranza.
L'obiettivo è lavorare affinché i giovani calabresi possano credere nella loro terra. Devono contribuire a migliorarla. Devono scegliere di restare per costruire il proprio futuro. Solo così si potrà continuare a onorare la memoria di Francesco Fortugno. Questo è il messaggio lanciato dal presidente del Consiglio regionale.