Condividi

Oltre mille minori a Reggio Calabria vivono in aree urbane svantaggiate, con alti tassi di povertà e abbandono scolastico. Save the Children chiede interventi urgenti per contrastare la povertà educativa e promuovere la rigenerazione urbana.

Disagio socioeconomico urbano colpisce migliaia di giovani

Nella provincia di Reggio Calabria, più di mille bambini e ragazzi risiedono in zone caratterizzate da forte disagio socioeconomico. Questi quartieri rappresentano il 4,4% della popolazione minorile totale. Le famiglie in queste aree affrontano difficoltà economiche significative. Il 42,7% di esse vive in condizioni di povertà relativa.

Questi dati provengono da una ricerca approfondita. L'indagine è intitolata 'I luoghi che contano'. È stata diffusa dall'organizzazione Save the Children. La ricerca mette in luce le criticità presenti sul territorio.

Tassi di abbandono scolastico preoccupanti nelle zone svantaggiate

Le scuole secondarie di primo e secondo grado registrano un tasso di abbandono scolastico elevato. Più di uno studente su dieci, precisamente il 12,5%, ha lasciato gli studi o è stato bocciato. Questa percentuale è più del doppio rispetto alla media generale del Comune, che si attesta al 5,3%.

Il rischio di dispersione scolastica implicita è un altro dato allarmante. Riguarda il 21,9% degli studenti all'ultimo anno delle scuole medie. Questo valore supera di oltre 12 punti percentuali la media comunale del 9,3%. La situazione è critica anche per i giovani che non studiano né lavorano.

Quasi un terzo dei giovani tra i 15 e i 29 anni, il 30,4%, rientra nella categoria NEET (Not in Education, Employment, or Training). Questo dato è superiore di 7,4 punti percentuali rispetto alla media comunale del 23%. La fonte di queste informazioni è il rapporto di Save the Children.

Appello per interventi strutturali e rigenerazione urbana

La direttrice generale di Save the Children, Daniela Fatarella, sottolinea l'urgenza di agire. Sono necessari interventi strutturali immediati. Questi devono mirare a eliminare gli ostacoli che limitano le opportunità dei minori. È fondamentale contrastare efficacemente la povertà educativa.

Fatarella propone una strategia nazionale per la rigenerazione urbana. Questa strategia deve essere dotata di risorse concrete e stabili. Dovrebbe considerare i territori attraverso una prospettiva generazionale. È importante creare una rete tra diverse realtà e interventi complementari. Questo valorizzerà il potenziale dei giovani e delle comunità locali.

La direttrice evidenzia l'importanza di istituire presidi socio-educativi. Questi centri dovrebbero sorgere nelle aree più fragili. Dovrebbero essere luoghi accessibili, sicuri e accoglienti. Dovrebbero operare durante tutto l'anno.

Questi spazi permetteranno a ragazze e ragazzi di partecipare attivamente. Potranno contribuire alla programmazione di attività culturali, sportive, artistiche e ricreative. Offriranno inoltre supporto educativo, psicologico e sociale. L'obiettivo è creare opportunità di crescita e un futuro migliore per i giovani.