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Sei attività imprenditoriali sono state sospese nella provincia di Reggio Calabria a causa del lavoro nero. Gli ispettori dello Iam hanno comminato multe per oltre 60.000 euro.

Controlli Iam: 6 attività sospese per lavoro nero

L'Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria ha concluso una vasta campagna di vigilanza. L'operazione si è svolta tra il 9 e il 22 marzo. Sei imprese sono state sospese per aver impiegato lavoratori in nero. Le sanzioni totali superano i 60.000 euro. I controlli hanno interessato diversi settori produttivi.

Tra le aree ispezionate figurano agricoltura, edilizia, esercizi pubblici, panifici e poste private. I nomi delle aziende sanzionate non sono stati divulgati. L'obiettivo era verificare il rispetto delle normative sul lavoro. L'azione mira a contrastare lo sfruttamento e garantire la sicurezza.

Questi interventi sono fondamentali per un mercato del lavoro equo. La lotta al sommerso protegge i lavoratori onesti. Inoltre, tutela le imprese che operano nel rispetto delle regole. Le autorità hanno confermato l'impegno in questa direzione.

Agricoltura: sanzioni e irregolarità nella Piana e sulla fascia ionica

Nel settore agricolo, la fascia ionica reggina è stata teatro di controlli mirati. Sono state individuate due micro imprese. Ciascuna impiegava un operaio non assunto regolarmente. A entrambe le aziende è stata comminata una sanzione di 3.900 euro.

A queste si aggiungono ulteriori multe. Riguardano l'omessa sorveglianza sanitaria e la mancata formazione dei dipendenti. Questi aspetti sono cruciali per la sicurezza sul lavoro. La normativa prevede pene severe in caso di violazione.

Nella Piana di Gioia Tauro, un'impresa è stata ispezionata. Su sei operai totali, quattro lavoravano in nero. L'azienda è stata sospesa immediatamente. Per riprendere l'attività, il titolare dovrà regolarizzare i lavoratori. Dovrà inoltre versare 2.500 euro aggiuntivi.

La maxi sanzione per lavoro nero ammonta a 15.600 euro. Si aggiungono sanzioni amministrative. Queste coprono le violazioni relative alla sorveglianza sanitaria e alla formazione. La Piana di Gioia Tauro è stata nuovamente interessata da controlli.

Sono state individuate altre due micro imprese agricole. Operavano su terreni distinti nella Piana. Ciascuna impiegava un lavoratore in nero. La sanzione per ogni ditta è di 3.900 euro. Anche qui, previste sanzioni aggiuntive per mancata visita medica e formazione.

In un'azienda agricola della Piana, è emersa un'altra criticità. Un lavoratore non aveva ricevuto la formazione specifica. Era necessaria per l'uso di piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE). È stato redatto un verbale di prescrizione.

Edilizia: sospensioni e violazioni in Locride e sulla Costa Viola

Il settore edilizio ha visto diversi interventi. Nella Locride, una ditta è stata sospesa. Impiegava un lavoratore irregolare su due totali. Il titolare dovrà pagare 2.500 euro per riavviare i lavori. Sarà necessario regolarizzare il dipendente.

La sanzione principale per lavoro nero è stata di 3.900 euro. In un altro cantiere della Locride, gli ispettori hanno riscontrato problemi strutturali. Sono stati contestati vani che prospettavano nel vuoto, un grave rischio per la sicurezza.

Sulla Costa Viola, quattro ditte edili sono state oggetto di contestazioni. Le violazioni riguardavano la viabilità interna dei cantieri. C'era anche un ponteggio non conforme alle normative. La mancanza di visite mediche e formazione dei lavoratori è stata riscontrata.

Inoltre, è stato segnalato un impianto elettrico non a norma. Questi elementi rappresentano un pericolo concreto per chi opera nei cantieri. La sicurezza deve essere sempre la priorità assoluta.

Sulla costa ionica, una ditta appaltatrice è stata sanzionata. L'unico lavoratore impiegato era irregolare. La maxi sanzione è stata di 3.900 euro. Si aggiungono multe per omessa sorveglianza sanitaria e formazione.

La stessa ditta ha ricevuto un'ulteriore sanzione. Non possedeva la patente a crediti. La sanzione minima in questo caso è di 2.000 euro. Questo documento è obbligatorio per certe attività.

In un cantiere edile in Aspromonte, un'impresa è stata sospesa. Le motivazioni sono gravi violazioni in materia di salute e sicurezza. In particolare, mancavano protezioni adeguate contro le cadute dall'alto. Per revocare la sospensione, l'azienda dovrà sostenere costi aggiuntivi di 3.000 euro.

Dovrà inoltre effettuare tutte le regolarizzazioni tecniche richieste. La sicurezza dei lavoratori è un diritto fondamentale. Le normative sono chiare in merito.

Altri settori: poste private, panifici e bar nel mirino dei controlli

Nella Piana di Gioia Tauro, un'azienda di poste private è stata ispezionata. Sono stati trovati due lavoratori in nero su due totali. L'azienda è stata sospesa. Per riaprire, il titolare dovrà versare 2.500 euro. Dovrà anche regolarizzare i dipendenti.

La maxi sanzione comminata ammonta a 7.800 euro. Questo dimostra la gravità della situazione. L'impiego di personale non dichiarato è un illecito grave.

Sulla fascia ionica della provincia, i controlli si sono intensificati. Nell'ambito del Piano di azione Nazionale Transnazionale Focus 'ndrangheta, sono stati coinvolti anche agenti del commissariato di polizia di Siderno.

Sono stati sospesi per lavoro nero un panificio e un bar. Nel panificio, un lavoratore su quattro era irregolare. Per riaprire, il titolare dovrà pagare 2.500 euro. Dovrà anche regolarizzare il personale. La maxi sanzione è di 3.900 euro.

Nel bar, un lavoratore su due era in nero. È stata irrogata una maxi sanzione di 3.900 euro. Questi controlli congiunti mirano a colpire ogni forma di illegalità. La collaborazione tra enti è fondamentale.

Le autorità hanno ribadito l'importanza di questi controlli. Servono a garantire condizioni di lavoro dignitose. Proteggono anche l'economia legale del territorio. La lotta al lavoro nero continua con determinazione.