L'avvocata Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni, ha denunciato la grave situazione dei diritti umani in Egitto, affermando che ogni giorno 3-4 persone subiscono torture e rischiano la stessa sorte di Giulio. La legale critica la politica estera italiana ed europea basata su una "realpolitik" distorta che ignora queste violazioni.
La denuncia di Alessandra Ballerini sul caso Regeni
L'avvocata Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni, ha espresso forti critiche riguardo alla situazione in Egitto. Ha dichiarato che il Paese non può essere considerato sicuro, nonostante le affermazioni del governo italiano e dell'Unione Europea. Secondo la Ballerini, ogni giorno si verificano episodi simili a quello che ha coinvolto Giulio Regeni. Le torture sarebbero una pratica sistematica nel Paese.
La legale ha sottolineato come l'Italia e l'Europa continuino a intrattenere rapporti commerciali con l'Egitto. Questi includono la vendita di armi e navi da guerra. Tutto ciò avviene a causa di una visione distorta della "realpolitik". Queste dichiarazioni sono state fatte durante un intervento a Bari, in occasione della proiezione del documentario 'Giulio Regeni - Tutto il male del mondo'. L'evento è stato organizzato dall'Università di Bari.
Egitto: un paese non sicuro per i diritti umani
Per spiegare perché l'Egitto non sia un luogo sicuro, l'avvocata Ballerini ha portato un esempio concreto. Ha citato il caso di un perito. Questo professionista era stato nominato dalla Corte per tradurre un interrogatorio. Il perito ha prestato giuramento dietro un paravento, senza rivelare la propria identità. Nonostante vivesse in Italia, ha scelto di non farsi vedere e di non rivelare il suo nome durante un'udienza pubblica. La sua motivazione era legata al suo coinvolgimento nel processo Regeni.
La legale ha espresso la speranza di poter raggiungere la verità sulla vicenda. Auspica la fine dell'impunità per coloro che hanno permesso il male subito da Giulio. Ottenere una verità processuale sarebbe un risultato significativo. Dimostrerebbe la solidità del divieto di tortura. Ciò renderebbe più difficile, a livello globale, torturare e uccidere persone impunemente.
Il processo a Roma e le garanzie per gli imputati
Il processo relativo al caso Regeni si sta svolgendo a Roma. Gli imputati, pur non essendo presenti fisicamente, sono assistiti da legali italiani. L'avvocata Ballerini ha evidenziato una forte disparità di trattamento. Gli imputati godono di tutte le garanzie che sono state negate a Giulio Regeni. Egli, secondo la legale, è stato condannato a morte senza possibilità di difendersi. Il processo in corso è definito equo sotto ogni aspetto. I legali e i consulenti degli imputati sono pagati dallo Stato italiano.
Il rettore Roberto Bellotti ha commentato l'iniziativa. Ha sottolineato come la vasta partecipazione delle università italiane all'evento in memoria di Giulio Regeni sia un segnale importante. Rappresenta una forte richiesta di verità sulla sua vicenda. La partecipazione collettiva testimonia anche la volontà del mondo accademico di riflettere sul valore della libertà di ricerca. Inoltre, evidenzia i rischi che questa libertà può comportare.
Domande e Risposte
Perché l'Egitto è considerato un paese non sicuro secondo l'avvocata Regeni?
L'avvocata Alessandra Ballerini sostiene che l'Egitto non sia un paese sicuro a causa delle torture sistematiche e del rischio che persone vengano uccise senza possibilità di difesa, come accaduto a Giulio Regeni. Ogni giorno, secondo la sua denuncia, si verificano 3-4 casi simili.
Quali sono le critiche mosse alla politica estera italiana ed europea?
La critica principale riguarda una "realpolitik" distorta che porta a intrattenere rapporti commerciali, inclusa la vendita di armi, con un paese come l'Egitto, dove avvengono gravi violazioni dei diritti umani. Si ignora la gravità della situazione in nome degli interessi economici e strategici.
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