Condividi
AD: article-top (horizontal)

Una donna di 62 anni è deceduta a Ravenna dopo un intervento per la perdita di peso. I familiari hanno avviato un'azione legale da 1,5 milioni di euro contro la clinica e il chirurgo, mentre un processo penale è in corso a Roma.

Richiesta di risarcimento danni a Ravenna

I congiunti di una donna di 62 anni, scomparsa nell'estate 2023, hanno intrapreso un'azione legale. Il decesso è avvenuto meno di un mese dopo un intervento di sleeve gastrectomy. Questa procedura mira alla perdita di peso corporeo.

L'operazione si era svolta presso la clinica Salvador Mundi, situata a Roma. La richiesta di risarcimento danni supera gli 1,5 milioni di euro. I destinatari sono la struttura sanitaria e il chirurgo che ha eseguito l'intervento.

La causa è stata presentata dagli avvocati Chiara Rinaldi e Federica Zaccarini. Hanno inoltrato una richiesta di accertamento tecnico preventivo. La competenza è stata assegnata al tribunale civile di Ravenna. La donna risiedeva infatti in questa città.

Processo penale per omicidio colposo a Roma

Parallelamente all'azione civile, esiste un procedimento penale. Questo è stato trasferito per competenza al tribunale di Roma. Il procedimento riguarda accuse di omicidio colposo e responsabilità medica.

Le accuse sono rivolte al chirurgo che ha operato la paziente. Il processo è attualmente in corso. È affidato a un giudice monocratico.

Il giudice civile di Ravenna, Elisa Romagnoli, ha disposto la nomina di un consulente tecnico. Questo esperto analizzerà tutta la documentazione medica. Il suo compito sarà determinare le cause esatte del decesso. Dovrà anche ricostruire l'esatta dinamica degli eventi.

I consulenti nominati dalla Procura, Alberto Zaccaroni e Donatella Fedeli, avevano già individuato diverse criticità. Queste riguardavano il periodo precedente, durante e successivo all'intervento chirurgico. L'operazione era stata eseguita il 28 luglio 2023.

Criticità emerse dall'indagine medica

La paziente, a parte il problema dell'obesità, non presentava altre patologie significative. I familiari hanno sottolineato una «chiara e drammatica sequenza causale». Questa lega direttamente l'intervento del 28 luglio 2023 al decesso, avvenuto il 23 agosto.

La morte è sopraggiunta dopo un periodo di sofferenza. Questo è stato caratterizzato da ulteriori interventi. Questi ultimi si sono resi necessari per gestire le complicanze. Si ipotizza una riapertura della sutura chirurgica come causa principale.

Secondo le prime ricostruzioni, non sarebbero state effettuate tutte le analisi preliminari. Queste avrebbero dovuto seguire le linee guida mediche vigenti. Inoltre, il referto dell'operazione è stato giudicato «incompleto» dai consulenti. Non riportava infatti un problema insorto durante l'intervento stesso.

Anche le dimissioni della paziente sembrano essere state gestite in modo superficiale. Esami radiologici importanti sarebbero stati sottovalutati. Questo avrebbe impedito una diagnosi tempestiva. Di conseguenza, è venuta meno la possibilità di un trattamento efficace e tempestivo.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: