Rapina con spray al peperoncino per un iPhone a Villa Borghese
Roma – Un uomo di 30 anni, cittadino marocchino con precedenti, è stato arrestato dai Carabinieri di Roma San Lorenzo in Lucina. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Procura.
L'uomo è gravemente indiziato di una rapina aggravata avvenuta nel parco di Villa Borghese. L'episodio risale al 2 marzo scorso.
L'inganno per rubare due smartphone
Le indagini sono partite dalla denuncia di un giovane che aveva messo in vendita un iPhone di ultima generazione su una piattaforma social. Dopo aver concordato un prezzo di 1.000 euro, i due si sono dati appuntamento nel parco.
L'indagato si è presentato con un falso nome, «Alessandro», e indossava un cartellino con la scritta «SECURITY» per apparire più credibile. Ha condotto la vittima in una zona isolata del parco con un pretesto.
Fingendo di voler verificare l'autenticità del telefono, ha chiesto di visionare l'iPhone che aveva concordato di acquistare. Subito dopo, ha estratto una bomboletta spray al peperoncino, colpendo la vittima agli occhi.
La fuga e le indagini dei Carabinieri
Approfittando del dolore e della momentanea cecità del giovane, il 30enne si è impossessato sia dell'iPhone in vendita sia del telefono personale della vittima. La fuga è avvenuta verso viale Washington, con un bottino complessivo di circa 1.700 euro.
Le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura di Roma, hanno incrociato dati e utilizzato analisi tecniche. Le celle telefoniche e le telecamere di sorveglianza della stazione metro «Flaminio» hanno ripreso l'uomo in fuga.
La prova decisiva: un post sui social
La svolta è arrivata dall'analisi di un dettaglio dell'abbigliamento. Le scarpe indossate durante la rapina, riprese dalle telecamere, erano identiche a quelle che l'indagato aveva orgogliosamente mostrato in una foto pubblicata sul suo profilo social.
Il G.I.P. ha sottolineato la «spregiudicatezza» e l'«estrema abilità ingannatoria» dell'uomo. Ha disposto la custodia cautelare in carcere, ravvisando il concreto pericolo di reiterazione del reato.
L'uomo è stato condotto nel carcere di Roma Regina Coeli. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari.