Nuove regole in Puglia per tutelare il vero artigianato. Chi si spaccia per artigiano senza esserlo ora rischia multe salate, fino all'1% del fatturato.
Stop alle false etichette artigianali
La Puglia introduce misure severe contro chi utilizza impropriamente il termine "artigianale". Una nuova normativa nazionale, entrata in vigore l'11 marzo 2026, rafforza un divieto già presente a livello regionale.
Dal prossimo 7 aprile, nessuna impresa potrà definirsi artigiana se non è regolarmente iscritta all'albo delle imprese artigiane. Questo vale per denominazioni, insegne, marchi e per la promozione di prodotti e servizi.
Le imprese e i consorzi devono rispettare questa regola. La legge 34/2026 mira a garantire trasparenza nel mercato.
Sanzioni più severe per i trasgressori
La legge regionale 7/2023 aveva già introdotto un divieto simile in Puglia. La nuova norma nazionale, tuttavia, alza l'asticella delle sanzioni.
Le multe ammonteranno all'1% del fatturato dell'impresa. Il minimo previsto è di 25 mila euro per ogni singola violazione accertata.
Queste misure sono pensate per tutelare un settore vitale per la regione. In Puglia operano quasi 66 mila imprese artigiane.
Tutela per consumatori e artigiani autentici
Michele Dituri, presidente di Confartigianato Imprese Puglia, ha sottolineato l'importanza della nuova normativa. «Distinguere le imprese autenticamente artigiane è fondamentale», ha dichiarato.
«Garantisce una concorrenza più equa e aiuta i consumatori a fare scelte informate», ha aggiunto Dituri. La legge regionale aveva già anticipato questa esigenza.
Ora, con il supporto della legge nazionale, si rafforza la tutela del vero lavoro artigiano. L'aggettivo "artigianale" è molto ricercato, sinonimo di qualità.
Un passo avanti per il Made in Italy
La battaglia contro i "falsi artigiani" va avanti da anni. L'obiettivo è contrastare pratiche scorrette e valorizzare l'eccellenza.
Confartigianato vede in questa norma un segnale concreto di attenzione per un pilastro dell'economia. Proteggere il vero artigianato significa proteggere il valore del Made in Italy.
Le imprese che si spacciano per artigiane, pur non essendolo, danneggiano sia i consumatori sia gli artigiani che operano con serietà e dedizione.