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Esplosione a Prun: situazione a un mese dal disastro

Un mese fa, il 24 febbraio, una violenta esplosione ha scosso la frazione di Prun di Negrar, causando la morte di Bruno Savoia e lasciando dietro di sé distruzione e sfollati. Ancora oggi, il sito dell'incidente in via Sattarine 22 si presenta come un cumulo di macerie, con due automobili ancora sepolte sotto i resti dell'edificio.

L'area interessata dall'esplosione e dal conseguente crollo è tuttora sotto sequestro penale. La magistratura ha posto i sigilli, rendendo lo stabile inagibile e in attesa di ulteriori sviluppi investigativi. La situazione di stallo preoccupa le famiglie che hanno perso la propria abitazione e attendono risposte concrete.

Visita istituzionale e richieste di intervento

Per fare il punto della situazione e mostrare vicinanza alle persone colpite, il presidente della Provincia, Flavio Pasini, ha effettuato un sopralluogo sul luogo della tragedia. Accompagnato dal sindaco di Negrar, Fausto Rossignoli, Pasini ha incontrato i residenti sfollati per ascoltare le loro preoccupazioni.

«Non possiamo più attendere. È il momento di agire con decisione per accelerare le procedure e offrire soluzioni abitative a chi è rimasto senza casa», ha dichiarato Pasini, sottolineando l'urgenza di voltare pagina. Ha promesso il sostegno della Provincia al Comune e ai cittadini per superare questo momento difficile.

Soluzioni abitative e richieste alla Procura

Il Comune di Negrar sta attivamente cercando soluzioni per le famiglie sfollate. Il sindaco Rossignoli ha annunciato l'invio di un'istanza alla Procura della Repubblica per richiedere un parziale dissequestro dell'area. L'obiettivo è rendere nuovamente agibile almeno una delle abitazioni lesionate, permettendo così a parte delle famiglie di rientrare.

Inoltre, l'amministrazione comunale ha stanziato 80mila euro per ristrutturare un proprio appartamento a Prun, che potrà ospitare temporaneamente alcuni degli sfollati. Si stanno valutando anche altre forme di supporto economico per far fronte alle necessità immediate.

Le richieste dei residenti e le condizioni dei feriti

Durante l'incontro, una residente sfollata, Ulyana Avola, ha chiesto l'istituzione di un tavolo operativo tra le istituzioni per definire tempi e prospettive per i cittadini colpiti. Ha anche auspicato un intervento della Regione, richiamando la visita del governatore Alberto Stefani avvenuta poco dopo il disastro.

Tra le altre richieste, vi è la possibilità di accedere alle abitazioni per recuperare effetti personali. Le famiglie sperano inoltre in un ripristino dei tetti crollati. Nell'esplosione, oltre alla vittima Bruno Savoia, rimasero ferite altre tre persone: la moglie Rosanna Marchesini, il figlio Christian Savoia e il cognato Roberto Sartori. Marchesini e Sartori sono stati dimessi, mentre Christian Savoia, 33 anni, è ancora ricoverato ma non in pericolo di vita.