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Il processo relativo alla gestione dei fondi della Santa Sede, che vede coinvolto il cardinale Angelo Becciu, subisce un ulteriore rinvio. L'udienza odierna, durata appena undici minuti, ha stabilito nuove date per la trattazione delle questioni preliminari a partire dal 26 gennaio 2027.

Nuovo rinvio per il processo Becciu

Un ulteriore slittamento ha interessato il procedimento giudiziario riguardante la gestione dei fondi della Santa Sede. Il cardinale Angelo Becciu, che ha sempre proclamato la propria estraneità ai fatti, è al centro di questa vicenda.

Questa mattina si è svolta un'udienza di brevissima durata, conclusasi in soli undici minuti. L'appuntamento è stato fissato per una nuova sessione a partire dal 26 gennaio 2027.

Decisioni della Corte d'appello

Il presidente della Corte d'appello, monsignor Alejandro Arellano Cedillo, ha chiarito la natura dell'incontro. «L'udienza è dedicata unicamente ed esclusivamente alla calendarizzazione delle prossime udienze di trattazione», ha dichiarato.

Le future sessioni si concentreranno sulle questioni preliminari. Queste precederanno l'apertura del dibattimento di secondo grado. Sarà data particolare attenzione all'adempimento delle ordinanze emesse dalla Corte.

«Considerate che sono state già depositate le memorie scritte», ha proseguito il presidente, «le udienze che si vanno a fissare saranno perciò dedicate esclusivamente all'illustrazione degli scritti depositati».

Fissate nuove date per le udienze

Dopo un confronto con le agende delle parti civili, dell'ufficio del Promotore di giustizia e dei legali della difesa, la Corte ha stabilito le nuove date. Le udienze si terranno da martedì 26 gennaio 2027 a venerdì 29 gennaio 2027.

Gli incontri si svolgeranno dalle ore 9:00 alle 13:30. L'obiettivo è la trattazione esclusiva delle questioni preliminari. «Non entreremo ancora nel merito della causa», ha specificato la Corte.

Adempimento delle ordinanze della Corte

L'ordinanza emessa dalla Corte il 17 marzo aveva imposto un preciso obbligo. L'Ufficio del Promotore di Giustizia doveva depositare in cancelleria la versione integrale di tutti gli atti e documenti del procedimento istruttorio.

Questa disposizione mirava a garantire alle difese un accesso completo al materiale probatorio. Le parti difensive avevano infatti sollevato eccezioni riguardo la ricezione di materiale parziale e con numerose omissioni durante le indagini preliminari.