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La prevenzione in Italia riceve solo il 5% della spesa sanitaria totale. Un recente rapporto evidenzia gravi disuguaglianze territoriali negli screening e la necessità di un investimento maggiore per garantire un sistema sanitario più equo e sostenibile.

Investimenti insufficienti nella prevenzione

Nel 2023, appena il 54% delle prime visite specialistiche è stato garantito entro i trenta giorni previsti. Questo dato, emerso dal Rapporto italiano sulle malattie non trasmissibili, solleva seri interrogativi sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. La ricerca è stata sviluppata da Altems con il coordinamento scientifico dell'ingegnere Emmanouil Tsiasiotis. Il contributo non condizionante di AstraZeneca Italia e Philips ha supportato il progetto.

Il rapporto nasce dalla Partnership for health system sustainability and resilience. L'obiettivo principale è rafforzare le strategie di prevenzione. Questa esigenza diventa ancora più urgente considerando le marcate disuguaglianze territoriali. Le coperture degli screening sanitari variano notevolmente. Si registrano percentuali tra il 65-70% in alcune regioni del Nord. Al contrario, si scende sotto il 40% in diverse aree del Sud Italia.

La prevenzione dovrebbe essere vista come un investimento strutturale. Attualmente, le risorse dedicate a questo settore in Italia si attestano intorno al 5% della spesa sanitaria totale. Questo dato evidenzia un divario significativo rispetto alle necessità.

Il ruolo delle aziende e le sfide future

Francesca Patarnello, VP Market Access & Government Affairs di AstraZeneca Italia, sottolinea la responsabilità delle imprese delle life sciences. «Come imprese delle life sciences abbiamo una responsabilità precisa nel rendere disponibili innovazione, dati e competenze dentro modelli di collaborazione pubblico-privato», ha dichiarato. L'azienda intende supportare riforme di sistema con investimenti e un approccio imprenditoriale. «Astrazeneca intende contribuire a rafforzare questo approccio per un accesso alle cure più equo e sostenibile», ha aggiunto Patarnello.

L'azienda apprezza le recenti misure che semplificano il percorso del paziente. Viene valorizzato il ruolo crescente del medico di medicina territoriale e del farmacista. Esempi concreti includono l'uso delle gliflozine e nuove risorse per lo screening precoce del tumore del polmone. Questi interventi mirano a migliorare l'equità e la sostenibilità dell'assistenza sanitaria.

Sanità digitale e prevenzione sistematica

Il coordinatore scientifico Emmanouil Tsiasiotis evidenzia una sfida crescente. «La longevità della popolazione italiana rappresenta un punto di forza del Paese, ma pone anche una sfida crescente alla gestione della cronicità», ha osservato. Il sistema sanitario italiano è storicamente più orientato alla risposta che alla prevenzione. La trasformazione in atto nella presa in carico territoriale offre un'opportunità unica. Si può ripensare in modo sistematico il ruolo della prevenzione. Questo cambiamento è fondamentale per affrontare le esigenze di una popolazione che invecchia.

Il rapporto dedica spazio anche alla sanità digitale. È urgente rendere interoperabili i sistemi informativi. Bisogna garantire la scalabilità delle soluzioni digitali. Questo eviterà che l'innovazione diventi un fattore di ulteriore frammentazione del sistema. Clara Sattler de Sousa e Brito, Leader Europe Regione di Philips, sottolinea l'importanza dei dati. «La digitalizzazione può diventare un abilitatore concreto della diagnosi precoce e della continuità assistenziale solo se accompagnata da regole di governance e strumenti di valutazione», ha affermato. Valorizzare il dato come leva di programmazione è essenziale. Permette di migliorare le performance e rendere più tempestiva la risposta del sistema sanitario alle esigenze dei cittadini con patologie croniche.

Domande frequenti sulla prevenzione sanitaria

Qual è la percentuale della spesa sanitaria italiana destinata alla prevenzione?

Secondo il Rapporto italiano sulle malattie non trasmissibili, la spesa sanitaria destinata alla prevenzione in Italia si aggira intorno al 5% del totale.

Quali sono le principali criticità evidenziate dal rapporto?

Il rapporto evidenzia le gravi disuguaglianze territoriali nelle coperture degli screening sanitari, con percentuali molto più basse nel Sud Italia rispetto al Nord. Inoltre, solo il 54% delle prime visite specialistiche viene erogato entro i trenta giorni previsti.