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Elena Chiorino ha rassegnato le dimissioni dalla carica di vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte. La decisione segue il caso Delmastro e le pressioni politiche. Maurizio Marrone prenderà il suo posto.

Chiorino lascia vicepresidenza, ma resta assessore

La politica piemontese è scossa da un importante cambio ai vertici. Elena Chiorino, esponente di Fratelli d'Italia, ha presentato le sue dimissioni dalla carica di vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte. La decisione, seppur ufficializzata dal presidente della Regione Alberto Cirio, era già stata presa dalla diretta interessata.

Tuttavia, le dimissioni non sono totali. Chiorino manterrà infatti il suo ruolo di assessore, con le deleghe all'Istruzione e al Lavoro. Questa mossa strategica le permette di rimanere attiva all'interno della Giunta regionale, pur rinunciando a una delle cariche più prestigiose.

Il suo posto come vicepresidente sarà preso dall'assessore regionale Maurizio Marrone. La firma degli atti necessari per il passaggio di consegne è prevista già per la serata odierna, segnando un rapido avvicendamento.

Reazioni immediate: M5S e Avs critici

Le opposizioni in Consiglio Regionale non hanno tardato a far sentire la loro voce. Il Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi Sinistra (Avs) avevano già richiesto le dimissioni di Chiorino fin dall'esplosione del caso che ha coinvolto Andrea Delmastro Delle Vedove. Entrambi i gruppi politici hanno criticato duramente la decisione di dimissioni parziali.

I pentastellati hanno definito la situazione una “farsa” e una scelta “incomprensibile e imbarazzante”. Chiedono dimissioni complete, non solo dalla vicepresidenza. Le esponenti di Avs in Regione hanno parlato di una “scorciatoia grottesca” attuata da Cirio e dalla destra.

Secondo loro, questa mossa serve a “prendere in giro i piemontesi e le istituzioni”. Per questo motivo, esigono le dimissioni dell'assessora anche dalla Giunta. La loro posizione è chiara: le dimissioni parziali non sono sufficienti a sanare la situazione politica.

Effetto domino: Santanchè si dimette da Ministra

Le dimissioni di Elena Chiorino si inseriscono in un contesto politico più ampio, definito da alcuni come un “effetto domino”. Quasi in contemporanea, infatti, la politica cuneese Daniela Santanchè ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico di Ministra del Turismo. Questa decisione era stata auspicata dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

L'ufficialità di entrambi i provvedimenti è arrivata nel tardo pomeriggio di mercoledì 25 marzo. Le dimissioni di Santanchè seguono quelle di Andrea Delmastro Delle Vedove, ex sottosegretario alla Giustizia, avvenute il giorno precedente, martedì 24 marzo. Anche il capo di gabinetto del dicastero, Giusi Bartolozzi, si era dimessa.

Queste dimissioni non erano state considerate sufficienti dalla premier Meloni, che aveva richiesto a Daniela Santanchè di seguire la stessa linea. La richiesta era chiara: un passo indietro verso la porta d'uscita.

Alberto Cirio: “Grave leggerezza, ma fiducia nella persona”

Tornando alla situazione piemontese, le vicende politiche hanno creato un clima di attesa. Per giorni si è parlato di un possibile passo indietro di Chiorino, innescato dalle dimissioni di Delmastro. La politica biellese, dopo un periodo di silenzio e “no comment”, ha ora preso posizione.

Il presidente della Regione Alberto Cirio ha espresso apprezzamento per il gesto di Elena Chiorino. Secondo lui, era necessario dare un segnale di tutela e messa in sicurezza delle istituzioni. Cirio ha ribadito la sua fiducia nella correttezza e capacità di Chiorino, con cui lavora da sette anni.

Tuttavia, Cirio ha anche riconosciuto la gravità della leggerezza commessa. Pur avendo posto rimedio una volta compresa la situazione, l'errore è stato considerato significativo, data la posizione istituzionale ricoperta. La reazione della Regione, definita “ragionata ed equilibrata”, mira a tutelare il bene delle istituzioni.

Elena Chiorino: “Grave leggerezza, chiedo scusa”

In una nota ufficiale, Elena Chiorino ha ammesso l'errore commesso, definendolo una “grave leggerezza” compiuta in “assoluta buona fede”. Ha chiesto scusa ai cittadini per l'accaduto. La sua modalità di scuse è stata la rinuncia alla delega più importante tra quelle assegnate dal presidente, ovvero la rappresentanza dell'ente in sua assenza.

Riguardo alle richieste di chiarimenti sul caso Delmastro, Chiorino si è dichiarata pronta a fornire tutte le spiegazioni necessarie di fronte all'aula del Consiglio Regionale. Ha sottolineato la sua trasparenza, affermando di “non avere nulla da nascondere”.

Opposizione insoddisfatta: “Ennesima presa in giro”

Le dimissioni parziali di Elena Chiorino non hanno placato le opposizioni, anzi. Avs ha definito la situazione uno “scandalo di dimensioni colossali”, paragonabile a quello che ha portato alle dimissioni di Delmastro. Le consigliere regionali Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro criticano il tentativo di minimizzare l'accaduto come una semplice “leggerezza”.

Sottolineano che la leggerezza riguarda l'essere stata socia in affari di una famiglia prestanome della mafia e il mancato adempimento di dichiarazioni societarie. Rimuoverla dalla vicepresidenza ma mantenerla in Giunta è vista come una “farsa indegna” e una mancanza di rispetto verso i cittadini e le istituzioni.

Anche il Movimento Cinque Stelle Piemonte parla di “presa in giro”. I consiglieri regionali Disabato, Unia e Coluccio ritengono che Cirio e Chiorino si sbaglino se pensano di accontentare le opposizioni con un “contentino”. Ribadiscono con forza la richiesta di dimissioni totali, ritenendo la sua permanenza in Giunta non più opportuna.

Le “bistecche indigeste” e il caso Santanchè

Alla base di questo terremoto politico ci sono gli affari che legano Delmastro, Chiorino e altri esponenti di Fratelli d'Italia. Si tratta della fondazione della società “Le 5 Forchette Srl”, proprietaria del ristorante Bisteccheria d’Italia a Roma. La società è stata fondata il 16 dicembre 2024 a Biella, insieme a Miriam Caroccia, figlia 18enne di Mauro Caroccia, prestanome del clan mafioso dei Senese.

Dopo vari passaggi societari, i soci meloniani hanno ceduto le loro quote alla giovane figlia del condannato. Questo intreccio ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e sui legami.

Le dimissioni di Daniela Santanchè, fortemente caldeggiate da Giorgia Meloni, sono state un altro tassello importante. La Ministra ha scritto una lettera a Meloni, spiegando le ragioni della tempistica delle sue dimissioni. Ha voluto che fosse chiaro che la richiesta proveniva dalla Presidente del Consiglio, per preservare la sua onorabilità.

Santanchè ha tenuto a sottolineare che il suo certificato penale è immacolato e che non vi è alcun rinvio a giudizio per la vicenda della cassa integrazione. Ha inoltre precisato che le sue dimissioni sono separate dalla vicenda di Delmastro, pur riconoscendo che anche lui paga un prezzo elevato.

Nonostante un po' di amarezza, Santanchè ha dichiarato di essere abituata a pagare i propri conti e di tenere più alla loro amicizia e al futuro del movimento. La sua decisione finale è stata un “obbedisco” alla richiesta della leader del suo partito.

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