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Crisi pesca: appello congiunto all'UE

L'Italia, insieme a Bulgaria, Estonia, Lettonia e Portogallo, ha lanciato un appello alla Commissione Europea per interventi immediati a favore del settore della pesca e dell'acquacoltura. La richiesta nasce dalla grave crisi che sta colpendo questi comparti, esacerbata dall'impennata dei costi energetici.

La situazione è ulteriormente complicata dal conflitto in Medio Oriente, che ha innescato un'escalation dei prezzi del carburante. I cinque Stati membri hanno posto la questione all'ordine del giorno di un incontro informale del Consiglio Agricoltura e Pesca, tenutosi a Bruxelles.

Richiesta di revisione fondi UE

I Paesi firmatari sollecitano una rapida revisione del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (Feampa). L'obiettivo è poter attuare misure straordinarie a sostegno delle imprese del settore.

Tra le proposte avanzate figurano aiuti economici diretti, finanziamenti per migliorare l'efficienza energetica delle imbarcazioni da pesca e incentivi per attrarre nuova manodopera. Si chiede inoltre una maggiore flessibilità e una semplificazione delle procedure burocratiche.

Urgenza di azioni concrete

Nella nota congiunta, i rappresentanti dei cinque Paesi sottolineano l'assoluta necessità di agire con prontezza. Garantire la continuità produttiva e preservare il futuro di un settore già in difficoltà è considerato fondamentale.

L'aumento dei costi del gasolio e delle spese operative sta infatti erodendo i profitti dei pescatori, mettendo a rischio la sostenibilità delle loro attività. La richiesta mira a scongiurare ulteriori peggioramenti della già precaria condizione economica del comparto.