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Tre nuovi lupi sono stati rinvenuti senza vita a causa di avvelenamento nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Il bilancio delle vittime sale a tredici in pochi giorni, destando profonda preoccupazione per la fauna selvatica.

Allarme strage di lupi nel parco nazionale

Un tragico rinvenimento ha scosso il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Tre esemplari di lupo sono stati trovati morti, vittime di avvelenamento. Questo macabro ritrovamento porta a tredici il numero totale di lupi uccisi illegalmente nel giro di pochi giorni.

L'organizzazione Wwf Italia ha lanciato un grido d'allarme, definendo la situazione una vera e propria emergenza ambientale. L'associazione parla di una «strage continua» che sta decimando il patrimonio naturale del paese.

L'uso di bocconi avvelenati è stato definito un atto criminale. Questo tipo di pratica non solo minaccia la biodiversità, ma rappresenta anche un serio pericolo per la sicurezza pubblica. Il veleno, infatti, non distingue le sue vittime.

Indagini in corso e appello alla collaborazione

La Procura di Sulmona è attivamente impegnata nelle indagini per identificare i responsabili di questi efferati crimini. Il Wwf ha sottolineato l'importanza della collaborazione delle comunità locali per far luce sulla vicenda.

L'associazione ha lanciato un monito chiaro: «Chi giustifica questi reati è complice». Il veleno, infatti, non colpisce esclusivamente i lupi, ma mette in pericolo anche altre specie selvatiche e persino gli animali domestici. La sua diffusione incontrollata rappresenta una minaccia per l'intero ecosistema.

Particolare apprensione è stata espressa per l'orso bruno marsicano. Questa specie, simbolo dell'area protetta, conta già un numero esiguo di individui. L'orso bruno marsicano vive proprio nelle zone interessate dai recenti episodi di avvelenamento, aumentando il rischio di ulteriori perdite.

Richiesta di interventi più incisivi

Il Wwf ha ricordato un'ordinanza ministeriale. L'atto, datato 8 agosto 2025, ribadisce il divieto assoluto di uso e abbandono di esche avvelenate. Tale ordinanza sottolinea i gravi rischi per l'ambiente e per la salute pubblica.

L'associazione chiede interventi più decisi e concreti. Questi dovrebbero includere sia misure di prevenzione efficaci sia l'applicazione di sanzioni severe per i colpevoli. Il Wwf si è detto disponibile a collaborare con le autorità.

L'organizzazione offre il supporto delle proprie unità cinofile specializzate nella ricerca di veleni. Queste unità potrebbero essere impiegate nelle operazioni di bonifica delle aree colpite. L'obiettivo è arginare questa preoccupante escalation di crimini contro la fauna.

Domande frequenti

Cosa sta succedendo nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise?

Nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sono stati rinvenuti tre lupi morti a causa di avvelenamento. Questo porta a tredici il numero totale di esemplari uccisi illegalmente in pochi giorni, scatenando l'allarme del Wwf.

Quali sono i rischi legati all'uso di veleni nella fauna selvatica?

L'uso di veleni rappresenta un grave pericolo per la biodiversità, mettendo a rischio non solo i lupi ma anche altre specie selvatiche e domestiche. Inoltre, costituisce un rischio per la sicurezza pubblica e per l'intero ecosistema, come sottolineato dal Wwf e da un'ordinanza ministeriale.

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