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Il regista François Ozon commenta l'adattamento italiano del suo film '8 Donne', sollevando interrogativi sull'assenza dell'attrice nera e sulla rimozione delle canzoni. Critica anche il remake di 'Lo straniero' di Camus.

Ozon: "Remake '8 Donne' dice qualcosa degli italiani"

Il celebre regista francese François Ozon ha espresso un giudizio critico sull'adattamento italiano del suo successo cinematografico del 2002, '8 Donne e un mistero'. La versione italiana, intitolata '7 Donne e un mistero' e diretta da Alessandro Genovesi nel 2021, ha subito modifiche significative che non sono sfuggite all'attenzione del cineasta.

Ozon ha dichiarato di aver visionato il film, pur non comprendendone appieno i dialoghi in italiano. Ciò che lo ha colpito profondamente è stata la riduzione del cast da otto a sette donne. La figura femminile che è stata eliminata dall'adattamento è quella dell'attrice di colore. Questa scelta ha portato il regista a riflettere sulla possibile interpretazione di tale decisione.

«Mi sono detto che forse questo racconta qualcosa degli italiani», ha commentato Ozon. La sua perplessità non si ferma qui. Il regista ha notato con disappunto la totale assenza delle canzoni, elemento distintivo e fondamentale della versione originale. Queste modifiche, unite a critiche non particolarmente positive ricevute dal film, hanno evidentemente lasciato un segno nel suo giudizio.

Le dichiarazioni sono state rilasciate a Roma, dove Ozon si trovava per presentare il suo nuovo lavoro, 'Lo straniero'. Il film è un adattamento del celebre romanzo di Albert Camus. La pellicola, già presentata alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, arriverà nelle sale italiane il prossimo 2 aprile, distribuita da Bim e Lucky Red.

'Lo Straniero' di Camus: un classico rivisitato da Ozon

Il nuovo progetto di François Ozon, 'Lo straniero', si basa sull'omonimo capolavoro letterario di Albert Camus, pubblicato originariamente nel 1942. Questo romanzo è un pilastro della letteratura mondiale, tradotto in ben 75 lingue e pubblicato in Italia da Bompiani. È considerato il terzo romanzo francese più venduto a livello globale, preceduto solo da 'Il Piccolo Principe' e 'Ventimila leghe sotto i mari'.

La storia di 'Lo straniero' non è nuova al grande schermo. Già nel 1967, il maestro Luchino Visconti ne aveva realizzato un adattamento cinematografico, con Marcello Mastroianni nel ruolo del protagonista. Ozon, tuttavia, ha scelto di reinterpretare il testo con una sensibilità contemporanea, pur mantenendo l'ambientazione originale.

Il regista ha optato per una scelta stilistica audace: girare il film in bianco e nero. L'azione è ambientata nell'Algeria del 1938, un contesto storico e geografico cruciale per la narrazione. La storia segue le vicende di Meursault, interpretato da Benjamin Voisin.

Meursault è un impiegato trentenne che vive ad Algeri. La sua caratteristica principale è un apparente distacco emotivo. Vive la vita senza manifestare reazioni significative, nemmeno di fronte a eventi che normalmente susciterebbero forti sentimenti. Un esempio lampante è la sua partecipazione al funerale della madre, che lui stesso aveva fatto trasferire in un ospizio.

Le sue giornate sono scandite da una routine quasi monastica. L'unica relazione che sembra avere un impatto sulla sua vita è quella con Marie (interpretata da Rebecca Marder). Questa relazione è descritta come passionale, ma priva di un profondo coinvolgimento emotivo da parte di Meursault.

La svolta nella sua esistenza avviene quando il suo violento vicino di casa, Sintès (nel ruolo Pierre Lottin), lo trascina nei suoi guai con la polizia. Questo evento culmina in una giornata particolarmente afosa trascorsa al mare. È in questa circostanza che Meursault compie un atto impulsivo e fatale, che segnerà per sempre il suo destino e lo condurrà verso conseguenze inaspettate.

Il cast e i riconoscimenti del nuovo film di Ozon

Il cast de 'Lo straniero' vanta interpreti di talento che contribuiscono a dare vita alla complessa narrazione di Camus. Benjamin Voisin veste i panni di Meursault, incarnando la sua apatia e il suo distacco dal mondo circostante. Rebecca Marder interpreta Marie, la donna con cui Meursault intrattiene una relazione ambigua.

Un ruolo chiave è affidato a Pierre Lottin, che dà corpo al vicino di casa Sintès. La sua performance è stata particolarmente apprezzata dalla critica, tanto da valergli il prestigioso premio Cesar. Questo riconoscimento sottolinea la qualità attoriale presente nel film e la capacità di Ozon di dirigere i suoi attori verso interpretazioni memorabili.

Dopo il suo debutto alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2025, 'Lo straniero' si prepara a conquistare il pubblico italiano. L'uscita nelle sale è fissata per il 2 aprile, con la distribuzione curata da Bim e Lucky Red, due importanti realtà del panorama cinematografico nazionale.

La scelta di Ozon di affrontare un classico della letteratura come 'Lo straniero' dimostra la sua ambizione artistica e la sua volontà di dialogare con le grandi opere del passato, reinterpretandole attraverso il suo sguardo unico. La pellicola promette di offrire una riflessione profonda sulla condizione umana, sull'assurdità dell'esistenza e sulla difficoltà di trovare un senso nel mondo, temi centrali nell'opera di Camus.

La decisione di ambientare il film nel 1938, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, aggiunge un ulteriore livello di complessità alla narrazione. L'atmosfera di incertezza e tensione dell'epoca potrebbe rispecchiare lo stato d'animo interiore del protagonista, accentuando il senso di alienazione e fatalismo che pervade la sua esistenza. Il bianco e nero scelto da Ozon contribuirà a creare un'atmosfera suggestiva e a sottolineare la dimensione esistenziale della storia.

La critica all'adattamento di '8 Donne' solleva inoltre questioni interessanti sul rapporto tra opera originale e suoi rifacimenti, e su come le scelte narrative possano riflettere, volontariamente o involontariamente, aspetti della cultura e della società in cui vengono realizzate. La discussione aperta da Ozon invita a una riflessione più ampia sul ruolo della rappresentazione e sulla sensibilità contemporanea nel mondo del cinema.