La mostra 'Uno, cinque dodici' al Macro di Roma celebra gli ottant'anni del Premio Strega. L'esposizione presenta oltre mille volumi dal 1947, con un focus sulla mondanità e l'intimità del celebre concorso letterario.
La mostra celebra ottant'anni di storia letteraria
Un percorso visivo ripercorre la storia del Premio Strega. Le immagini mostrano momenti culturali e pubblici delle votazioni. Si vedono figure come Benedetta Barzini con Pier Paolo Pasolini. Appaiono anche Claudia Cardinale e Alberto Moravia. Elsa Morante e Ennio Flaiano, primo vincitore nel 1947, sono presenti.
Al centro dell'allestimento, uno spazio ricrea l'ambiente intimo del Salotto di Maria Bellonci. Lei descriveva questo luogo come una «casa foderata di libri». L'esposizione è curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano.
Un viaggio tra mondanità e intimità letteraria
L'ottantesimo anniversario del prestigioso premio letterario italiano è il tema centrale. La mostra si intitola 'Uno, cinque dodici. Ottant'anni del Premio Strega'. L'inaugurazione è prevista il 29 aprile presso il Macro di Roma. L'evento è promosso dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall'Azienda Speciale Palaexpo.
L'allestimento, ideato dallo studio di architettura Supervoid con la grafica di Caneva-Nishimoto, offre molteplici prospettive sulla lunga storia del premio. Viene presentata una 'biblioteca ideale'. Questa raccoglie oltre mille volumi selezionati dal 1947 fino ai giorni nostri.
La biblioteca ideale del Premio Strega
Le pareti della sala espositiva sono rivestite con tutti i libri vincitori del Premio Strega. Sotto questi, si trovano i dorsi degli altri quattro titoli della cinquina di ogni edizione. Camminando lungo il perimetro, si incontrano opere significative.
Tra queste, 'La bella estate' di Cesare Pavese, vincitore nel 1950. Si trova anche 'Lettere da Capri' di Mario Soldati, premiato nel 1954. Non manca 'L'isola di Arturo' di Elsa Morante, prima donna a vincere lo Strega nel 1957. L'esposizione arriva fino a 'L'anniversario' di Andrea Bajani, vincitore nel 2025.
Diorami e ricordi del salotto Bellonci
Un volumetto accompagna il percorso. Contiene didascalie per le fotografie che adornano le pareti. Ci sono anche brevi testi sui momenti salienti di ogni anno. Questo libretto è concepito come un ricordo da conservare, parte integrante dell'esperienza espositiva.
Il primo diorama ricostruisce lo studio di Maria Bellonci. Si vedono la sua macchina da scrivere e una poltroncina. Alle pareti, ritratti e foto, inclusa quella di Arturo Dazzi. Sono esposti dipinti di suoi antenati, conservati presso la Fondazione Bellonci in via Fratelli Ruspoli a Roma. Sono presenti anche libri in varie edizioni e traduzioni.
Le dinamiche del Premio Strega
Maria Luisa Frisa sottolinea l'impegno di Maria Bellonci nell'organizzazione del premio, un compito non facile per una donna in un mondo prevalentemente maschile. Vengono esposte le prime edizioni, con la giuria degli 'Amici della domenica'. Inizialmente, questo gruppo contava circa 180-190 membri. Si riunivano prima in Viale Liegi e poi nella sede attuale della Fondazione.
L'atmosfera di quel periodo è evocata dai collage surrealisti di Leda Mastrocinque. Questi ritraggono le relazioni amicali e la società letteraria, talvolta con uno sguardo critico. Maria Bellonci stessa definiva il premio una «polveriera» per le dinamiche che generava.
Elementi iconici e figure chiave
È visibile l'urna di cartone decorata da Mino Maccari. Un vassoio presenta le firme degli 'Amici della Domenica', ritagliate e disposte come petali da Leda Mastrocinque. Una sezione è dedicata a Goffredo Bellonci. Frisa ricorda come lui abbia intuito il talento di Maria, se ne sia innamorato e abbia contribuito alla nascita del premio. È esposta un'edizione del suo unico libro, 'Pagine e idee'.
Viene menzionato anche Guido Alberti, produttore del Liquore Strega. Descritto come un attore famoso, partecipava all'ambiente degli 'Amici della Domenica' con un tono mondano. Nel 1948, ebbe l'idea di un concorso tra artisti romani per creare un manifesto per il Premio Strega. Sebbene non sia chiaro se il manifesto sia mai stato realizzato, i dipinti furono esposti per un lungo periodo al Caffè Strega.