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La Lega di Ostia promuove una raccolta firme per sollecitare lo sgombero dell'ex Colonia Vittorio Emanuele. L'iniziativa segue la bocciatura di una mozione in consiglio municipale volta alla messa in sicurezza e riqualificazione dell'area.

Raccolta firme per sgombero ex Colonia Vittorio Emanuele

Una petizione popolare prende il via a Ostia. L'obiettivo è ottenere lo sgombero dell'ex Colonia Vittorio Emanuele III. L'iniziativa è promossa dal partito della Lega. Si tratta di una risposta diretta alla recente bocciatura di una proposta in consiglio municipale. La mozione era stata presentata da alcuni gruppi di opposizione. L'intento è quello di portare la questione all'attenzione delle massime autorità competenti. Le firme raccolte avranno un peso politico concreto. Non si tratta di un gesto puramente simbolico. I consiglieri municipali della Lega, Monica Picca e Alessandro Aguzzetti, hanno sottolineato questo aspetto. Hanno dichiarato che le firme saranno protocollate ufficialmente. Saranno depositate presso il Prefetto di Roma. Verranno anche consegnate al Comune di Roma e al X Municipio. Questo atto mira a far sentire la voce dei cittadini nelle sedi istituzionali. La raccolta firme si svolgerà in via Orazio dello Sbirro. L'appuntamento è fissato per sabato 28 marzo. L'orario previsto è tra le 10:00 e le 12:30.

La mozione bocciata: cosa chiedeva

La petizione nasce in seguito a una mozione presentata dalla Lega. Questa proposta è stata discussa e respinta dal consiglio municipale il 19 marzo. La mozione mirava a ottenere diversi interventi sull'ex Colonia Vittorio Emanuele III. In primo luogo, si chiedeva la messa in sicurezza dell'intero complesso immobiliare. Un punto cruciale era la chiusura degli accessi abusivi. Questi accessi favoriscono occupazioni illegali. Veniva richiesta anche la bonifica delle aree interne. Queste aree sono spesso degradate e insalubri. Parallelamente, la mozione sollecitava un piano straordinario di controllo e monitoraggio dell'area. L'obiettivo è prevenire nuove occupazioni e attività illecite. Infine, si chiedeva l'attivazione di percorsi di assistenza. Questi percorsi sarebbero destinati alle persone in condizione di fragilità. Il tutto nel pieno rispetto della legalità. Dagli atti emersi durante una commissione nel marzo 2025, è emerso che all'interno del complesso risiedono persone in emergenza abitativa. Si tratta di residenti regolari che occupano un immobile in modo illegittimo. La mozione bocciata cercava di affrontare questa complessa situazione.

Il ruolo del Municipio e il sostegno trasversale

La mozione respinta prevedeva il coinvolgimento attivo del presidente del X Municipio, Mario Falconi. L'intenzione era che il minisindaco portasse il provvedimento municipale all'attenzione del Prefetto di Roma. La maggioranza consiliare, tuttavia, ha votato contro la proposta. Questo ha impedito il raggiungimento dell'obiettivo. Nonostante la bocciatura, la mozione ha trovato sostegno da parte di altre forze politiche. Il Movimento 5 Stelle ha espresso parere favorevole. Il consigliere pentastellato Alessandro Ieva ha spiegato le ragioni del sostegno. Ha affermato che le richieste erano legittime. Non presentavano, a suo dire, spunti di polemica politica. Anche il capogruppo di Azione, Andrea Bozzi, ha criticato duramente la bocciatura della mozione. Bozzi ha evidenziato come sia difficile spiegare ai cittadini i progetti di riqualificazione. Questo accade quando, poco distante, si tollera un'occupazione che simboleggia l'illegalità. Ha descritto la situazione come un problema quotidiano per la sicurezza. Rappresenta anche un'occasione mancata per lo sviluppo del litorale. Bozzi ha ricordato che la mozione bocciata chiedeva anche di fornire assistenza e soluzioni alternative. Queste soluzioni erano destinate alle poche persone che ne avevano diritto. Si proponeva inoltre di avviare progetti per l'utilizzo futuro dell'immobile. Questo dimostra un approccio che non mirava solo allo sgombero, ma anche a una soluzione sociale e urbanistica.

L'appello dei cittadini e il futuro dell'area

Di fronte al rifiuto delle istituzioni municipali, la Lega rilancia l'iniziativa attraverso la mobilitazione popolare. Monica Picca e Alessandro Aguzzetti hanno lanciato un appello diretto ai cittadini. Hanno chiesto la loro partecipazione attiva. «Chiediamo ai cittadini di esserci, firmare e portare altre persone», hanno dichiarato. La loro convinzione è che quando le istituzioni non ascoltano, sia il popolo a dover alzare la voce. Ostia merita sicurezza, legalità e rispetto. I consiglieri hanno concluso con una nota di determinazione. Hanno affermato che questa volta nessuno potrà ignorare la questione. L'ex Colonia Vittorio Emanuele III è un immobile di grande valore storico e potenziale. La sua attuale condizione di degrado e occupazione illegale rappresenta un freno allo sviluppo del territorio. Il progetto Parco del Mare, citato da Bozzi, è visto come un'opportunità cruciale per il futuro di Ostia. La risoluzione della questione della colonia è considerata un passo fondamentale per la piena realizzazione di questo progetto. La raccolta firme mira a esercitare una pressione politica significativa. L'obiettivo è spingere le autorità competenti ad agire concretamente. Si spera di trasformare l'area da simbolo di degrado a risorsa per la comunità. La vicenda evidenzia le tensioni tra le esigenze di sicurezza e controllo del territorio e le problematiche sociali legate all'emergenza abitativa. La mobilitazione cittadina diventa quindi uno strumento democratico per influenzare le decisioni politiche. La speranza è che questa volta l'appello venga ascoltato. Si auspica un intervento risolutivo che porti a una riqualificazione dell'area. Questo garantirebbe maggiore sicurezza e opportunità per i residenti di Ostia. L'esito della raccolta firme sarà cruciale per determinare i prossimi passi. La comunità attende risposte concrete dalle istituzioni.

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