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Operazione antidroga sul litorale romano

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 6 persone. L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha colpito un gruppo criminale attivo sul litorale.

Grave spirale di violenza e estorsione

Gli indagati sono accusati di sequestro a scopo di estorsione e estorsione aggravata. Il movente principale sembra essere la sparizione di un "borsone" contenente circa un milione di euro tra contanti e orologi di lusso. La somma sarebbe di illecita provenienza.

Le indagini hanno documentato ben quattro sequestri di persona avvenuti tra luglio e novembre 2025. Un ulteriore tentativo di sequestro è stato sventato.

Sevizie e minacce brutali

Le vittime venivano prelevate con la forza e segregate in appartamenti o ruderi. Qui subivano legature, minacce e violenze per ottenere informazioni sul borsone scomparso. Il gruppo criminale ha dimostrato notevole determinazione e caratura criminale.

Le sevizie includevano l'uso di armi da fuoco, cesoie, martelli e mazze da baseball. Venivano utilizzate anche mazzette di gomma e materiale ustionante.

Attentati e incendi dolosi

Per raggiungere i propri scopi, il gruppo ha anche messo in atto attentati. Sono state piazzate bombe carta sui parabrezza delle auto e vicino alle abitazioni dei parenti delle vittime.

Un'automobile, una Fiat Panda, è stata completamente distrutta da un incendio doloso nella notte del 30 novembre 2025. Questo dimostra l'escalation di violenza del gruppo.

Indagini complesse e clima di omertà

L'operazione è il risultato di un'indagine di alto livello condotta dai Carabinieri di Ostia. Gli investigatori hanno lavorato in un clima di profonda omertà e terrore imposto dalle vittime.

Alcune vittime sono state costrette a fuggire da Ostia per nascondersi in altre regioni d'Italia. Questo evidenzia la paura generata dal gruppo criminale.

Le indagini si sono basate sull'analisi del traffico telefonico e telematico. Sono state utilizzate tecniche di copia forense degli smartphone e l'analisi di filmati di sorveglianza.

Misure cautelari per gli indagati

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per tre uomini, ritenuti gli esecutori materiali delle violenze più gravi. Una donna è stata posta agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Altre due presunte complici, coinvolte in episodi di tentata estorsione, dovranno presentarsi quotidianamente alle forze dell'ordine. Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari.

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