L'opera 'Roméo et Juliette' ha debuttato con successo all'Opera di Roma. Le interpretazioni vocali e la direzione orchestrale sono state lodate, mentre la regia ha suscitato pareri contrastanti.
Successo vocale e direzione magistrale
Un amore potente si staglia contro un contesto di guerra e presagi funesti. La celebre storia di Shakespeare, ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, ha trovato vita nell'opera di Charles Gounod. Il tenore Vittorio Grigolo e il soprano Nino Machaidze hanno offerto interpretazioni intense e coinvolgenti. La loro performance ha illuminato la scena al Teatro dell'Opera di Roma, dove lo spettacolo ha debuttato con un'ottima accoglienza.
La trasposizione musicale, creata nel 1867, ha catturato l'attenzione del pubblico presente alla prima. Gli spettatori hanno tributato lunghi applausi e ovazioni ai duetti e ai momenti più emozionanti dei cinque atti. Il merito va alle voci dei protagonisti, perfettamente calati nei rispettivi ruoli. Anche gli altri interpreti e il coro, guidato da Ciro Visco, hanno ricevuto elogi per la loro notevole prestazione.
Un plauso speciale è andato a Daniel Oren. Il direttore ha guidato l'orchestra con maestria, calibrando volumi e sfumature della partitura. La sua direzione ha valorizzato la musica senza mai coprire il canto, sia nei passaggi più intimi che nelle scene corali più ampie.
Regia controversa e scelte sceniche
La messa in scena, ideata dal regista Luca De Fusco, ha diviso la critica e il pubblico. L'allestimento, ispirato ai film in bianco e nero degli anni '40, ha generato alcune contestazioni. Forse l'eccessiva enfasi su metafore e simboli cupi ha appesantito un dramma già di per sé tragico. Già nel prologo, il coro anticipa il destino fatale dei due amanti.
All'apertura del sipario, una pioggia grigia avvolgeva i personaggi, vestiti in varie tonalità di grigio. Solo Romeo e Giulietta spiccavano per i loro colori, simboli di vita in uno scenario dominato da riferimenti alla morte. La festa in maschera presentava volti coperti da maschere-teschio. Mercuzio e Tebaldo apparivano quasi zombie prima dello scontro finale, dove Romeo uccide Tebaldo con una pistola.
Video con immagini oniriche, veli fluttuanti e mani che si sfiorano arricchivano la scena. Queste immagini riapparivano anche nel momento della morte dei due giovani. La regia ha proposto una visione cupa e simbolica, che non ha convinto tutti gli spettatori.
Finale alternativo e cast
La scena finale si discosta dalla trama originale di Shakespeare. Romeo beve il veleno credendo Giulietta morta. Tuttavia, la vede risvegliarsi poco dopo. I due hanno il tempo per un ultimo, struggente addio prima che Giulietta si uccida con un coltello. Questa modifica ha rappresentato un ulteriore elemento di discussione.
Accanto ai beniamini della serata, Nino Machaidze e Vittorio Grigolo, hanno brillato altri interpreti. Nicolas Courjal ha interpretato frate Lorenzo e il duca di Verona. Mihai Damian è stato Mercuzio, Aya Wakizono Stefano, Valerio Borgioni Tebaldo e Géraldine Chauvet Gertrude.
Prossime repliche e collaborazioni
'Roméo et Juliette' si inserisce nel quadro di una collaborazione triennale tra il Teatro dell'Opera di Roma e il Teatro di Roma. Luca De Fusco è direttore artistico di quest'ultimo. Sono previste cinque repliche fino all'8 maggio. Nei giorni 2 e 5 maggio, il pubblico potrà assistere alle performance di Vannina Santoni nel ruolo di Juliette e di Duke Kim in quello di Romeo.