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Aumento Contributo Ambientale Oli Usati

A partire dal 1° maggio 2026, il Contributo Ambientale sugli oli minerali usati subirà un incremento. L'importo passerà dagli attuali 14 centesimi a 19 centesimi di euro per chilogrammo. L'annuncio arriva dal Consorzio nazionale degli Oli usati (Conou), a seguito di una deliberazione del proprio consiglio di amministrazione.

Questa decisione è stata presa per far fronte all'erosione della riserva di legge. Negli ultimi tre anni, il Consorzio ha distribuito ai propri consorziati oltre 28 milioni di euro, attingendo proprio da questa riserva per finanziare le proprie attività operative.

Crisi del Mercato e Pressioni Economiche

La motivazione principale dietro l'aumento risiede nel drastico calo delle quotazioni delle basi lubrificanti rigenerate. Nel solo 2025, si è registrata una diminuzione di circa il 26%, un trend che si è ulteriormente aggravato nel 2026. Questa flessione ha compresso significativamente i margini di profitto dell'intera filiera produttiva.

Il Consorzio sottolinea come la situazione di tensione attuale, in parte legata a conflitti internazionali, abbia temporaneamente frenato il calo ma non preveda un'inversione di tendenza nel breve-medio termine. Il modello consortile del Conou, basato sulla Responsabilità Estesa del Produttore (Epr), assicura continuità operativa e alti standard ambientali senza ricorrere a fondi pubblici.

Ruolo del Contributo Ambientale

Le risorse gestite dal Conou sono prevalentemente destinate al supporto delle attività di Raccolta e Rigenerazione. Solo una piccola parte, il 17% nel 2025, è stata impiegata per il funzionamento della struttura e per adempiere agli obblighi istituzionali.

Il Contributo Ambientale si conferma quindi uno strumento fondamentale. Permette di sostenere una raccolta capillare su tutto il territorio nazionale e di garantire la continuità del processo di rigenerazione, trovando un equilibrio tra i costi operativi della filiera e i ricavi derivanti dalla vendita delle basi rigenerate.