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Il SIM Carabinieri solleva serie preoccupazioni riguardo al nuovo codice della strada, sostenendo che esso aumenterà il carico burocratico e limiterà l'efficacia del controllo del territorio. Le modifiche proposte potrebbero trasformare i militari in impiegati amministrativi, allontanandoli dal loro ruolo primario.

Critiche al nuovo codice della strada

Lo schema del nuovo codice della strada è oggetto di forti critiche da parte del SIM Carabinieri. L'organizzazione sindacale ritiene che il testo attuale trasformi i Carabinieri in impiegati amministrativi. Essi verrebbero impiegati in mansioni legate all'anagrafe tributaria e alla riscossione coattiva. Questo cambiamento, secondo il SIM, svuoterebbe le strade. Di conseguenza, l'attività di controllo del territorio ne risentirebbe negativamente. Inoltre, le caserme si riempirebbero di pratiche burocratiche. Il sindacato ha presentato una serie di osservazioni critiche. Queste riguardano in particolare tre articoli del testo base: il 135, il 146 e il 147. Il SIM chiede una modifica immediata di tali articoli. L'obiettivo è salvaguardare il controllo del territorio. Si mira anche a preservare la serenità professionale degli iscritti.

Impatto sulla sicurezza e burocrazia

Il segretario generale del SIM, Antonio Serpi, ha dichiarato con fermezza la posizione del sindacato. «Non permetteremo che la tutela della sicurezza dei cittadini venga sacrificata», ha affermato. La sua preoccupazione è rivolta a un «assurdo aggravio burocratico». Il SIM contesta specificamente tre punti del nuovo codice. Il primo riguarda l'articolo 135, relativo ai permessi di guida. Il sindacato spiega che la gestione burocratica dei permessi temporanei non può essere interamente demandata ai Comandi operativi. Questo si applica ai casi di divieto di guida, precedentemente noti come sospensione della patente. La gestione di queste pratiche comporterebbe un eccessivo carico di lavoro amministrativo.

Rateizzazione multe e riscossione coattiva

Un altro punto di forte disaccordo è l'articolo 146, che tratta della rateizzazione delle multe. Il SIM definisce «un paradosso istituzionale» l'obbligo per i Carabinieri di svolgere accertamenti patrimoniali. Questi accertamenti sarebbero necessari per concedere la rateizzazione delle sanzioni ai trasgressori. Tale compito richiederebbe risorse e competenze non strettamente legate all'attività di controllo stradale. Infine, il sindacato critica l'articolo 147, relativo alla riscossione coattiva. L'introduzione di un nuovo adempimento di pre-notifica dei dettagli di addebito, prima dell'esecuzione forzata, è vista come un problema. Questo passaggio moltiplicherà la mole di notifiche cartacee. Di conseguenza, i responsabili degli uffici si esporrebbero a gravissimi rischi di responsabilità erariale. Tali rischi sarebbero legati a eventuali vizi procedurali o ritardi, con possibili conseguenze dinanzi alla Corte dei Conti.

Richiesta di modifica e futuro

Il SIM Carabinieri ribadisce la necessità di una revisione del testo. La loro richiesta è chiara: modificare gli articoli contestati per evitare un peggioramento delle condizioni operative. L'obiettivo è garantire che i Carabinieri possano continuare a svolgere efficacemente il loro ruolo primario di controllo del territorio. La preoccupazione è che l'eccessiva burocratizzazione possa distogliere risorse preziose. Queste risorse potrebbero essere impiegate in attività più direttamente legate alla sicurezza pubblica. La posizione del sindacato evidenzia un potenziale conflitto tra le esigenze di modernizzazione normativa e la praticità operativa delle forze dell'ordine. Si attende ora una risposta da parte delle istituzioni competenti riguardo alle richieste del SIM.