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L'Accademia d'Egitto a Roma ha inaugurato una nuova direzione con una mostra dell'artista Mostafa Rabie e celebrazioni per i 40 anni dell'Istituto Italiano per la Civiltà Egizia. L'evento ha visto interventi di studiosi e la presentazione di progetti di ricerca.

Nuova direzione e omaggio all'arte egiziana

L'Accademia d'Egitto a Roma ha aperto le sue porte a un nuovo capitolo. La professoressa Rasha Saleh ha assunto la guida dell'istituzione. Il suo primo evento ufficiale ha unito due anime culturali. Si è celebrato il quarantesimo anniversario dell'Istituto Italiano per la Civiltà Egizia (IICE). Parallelamente, è stata inaugurata una mostra dedicata a un giovane talento egiziano. L'artista in questione è Mostafa Rabie.

Mostafa Rabie: 'Companionship' in mostra

L'esposizione di Mostafa Rabie, intitolata 'Companionship', ha dato il via alle celebrazioni. L'artista ha recentemente ottenuto il prestigioso Premio di Stato per la Creatività Artistica 2026. Le sue opere, realizzate con tecnica mista su tela, emanano un'aura di ottimismo e freschezza. Pochi colori dominano le tele: rosso, verde, marrone, bianco e nero. Questi toni si ripetono, creando pennellate dallo stile naïf. I soggetti raffigurati sono tratti dal folklore egiziano, reinterpretati in chiave fiabesca. Le opere catturano momenti di quotidianità e condivisione, evidenziando la bellezza dello stare insieme.

Rabie ha condiviso la sua visione artistica. «Gli artisti che mi ispirano di più sono quelli che si concentrano sui momenti di intimità umana e sui legami emotivi», ha dichiarato all'ANSA. «Sono attratto dalle opere che ritraggono momenti di ritrovo e la bellezza dello stare insieme, dove la presenza delle persone dice più dell'azione stessa».

«Nelle mie opere cerco di esprimere calore e familiarità», ha aggiunto. «Anche se il mio lavoro può apparire allegro e ottimista, il suo obiettivo è creare uno spazio in cui le persone possano fermarsi e riconnettersi». In un mondo spesso opprimente, questi momenti tranquilli di convivialità offrono speranza. Permettono di rimanere con i piedi per terra, secondo l'artista.

40 anni di IICE: storia e legami

Dopo i saluti istituzionali della neodirettrice Saleh e dell'ambasciatore d'Egitto a Roma, Bassam Rady, è intervenuta la presidente dell'IICE, Gloria Rosati. Ha ripercorso la storia dell'Istituto da lei guidato. «Celebriamo questo anniversario in una sede dove tutti i nostri soci sono passati nel corso del tempo per rafforzare i legami con le istituzioni egiziane», ha affermato.

La presidente ha ricordato gli eventi salienti degli ultimi quarant'anni. Ha citato l'atto costitutivo, firmato il 30 giugno 1986. I firmatari erano accademici che hanno segnato la storia degli studi sull'antico Egitto. L'IICE continua a essere un ponte fondamentale tra Italia ed Egitto nel campo della cultura e della ricerca.

Studi egittologici: dal passato al futuro

La conferenza ha offerto approfondimenti accademici di grande interesse. Ilaria Cariddi, docente di Egittologia all'Università di Firenze, ha presentato una ricostruzione in 3D del sito di Arsinoe. Quest'area archeologica è oggi scomparsa a causa della riurbanizzazione. La ricostruzione si basa su ritrovamenti degli scavi condotti tra il 1965 e il 1965 dall'Istituto Papirologico 'G. Vitelli'. Anche poche immagini fotografiche d'epoca sono state fondamentali.

Successivamente, Francesca Iannarilli, docente di Egittologia all'Università Ca' Foscari di Venezia, ha illustrato il potere del fumetto. Questo strumento viene utilizzato per spiegare il lavoro degli studiosi sui siti archeologici. «Gli scavi sono momenti di contatto con la popolazione locale», ha spiegato. «Anche con i bambini. Così abbiamo pensato a un fumetto, realizzato in arabo, italiano e inglese, che potesse raccontare il territorio e il perché gli archeologi fossero lì». Questo approccio innovativo mira a rendere l'archeologia più accessibile e coinvolgente.

A conclusione dell'incontro, è stato proiettato un breve documentario sul Grand Egyptian Museum. Emanuele Ciampini, professore associato di Egittologia a La Sapienza Università di Roma, ha commentato in diretta il filmato. L'evento ha sottolineato l'importanza della collaborazione internazionale e delle nuove metodologie di studio e divulgazione nel campo dell'egittologia.