Un progetto di ricerca di un anno, finanziato dalla Regione Piemonte, ha analizzato la nocciola piemontese per sviluppare strategie contro i cambiamenti climatici e le malattie. I risultati mirano a migliorare la produttività e la sostenibilità del settore.
Ricerca sulla nocciola piemontese per il futuro
La Fondazione Agrion ha concluso il primo anno di studi sul progetto 'Tonda gentile produttiva'. L'iniziativa, sostenuta da 750mila euro della Regione Piemonte, si propone di fornire nuove tecniche. Queste aiuteranno il settore della nocciola ad affrontare le sfide climatiche. Si considerano anche i problemi fitosanitari che colpiscono le coltivazioni.
La ricerca ha visto la collaborazione del Dipartimento di scienze agrarie dell'Università di Torino. Sono state identificate otto aree chiave di intervento. Queste includono la progettazione moderna dei noccioleti. Si lavora anche al rinnovo degli impianti esistenti. L'obiettivo è aumentare la produttività delle piante di fronte ai cambiamenti climatici. Vengono studiate le patologie e i parassiti, sia quelli noti che quelli emergenti. Particolare attenzione è dedicata alle cimici e alle strategie di lotta biologica. Si punta al miglioramento genetico della varietà tonda gentile. Infine, si analizza la sostenibilità ambientale ed economica del comparto.
Per ogni area di studio, sono stati raccolti dati preziosi. Sono state definite buone pratiche. Queste sono destinate a rivitalizzare la coltivazione della nocciola in Piemonte. L'obiettivo è rilanciare un settore fondamentale per l'economia regionale.
Piano strategico per il miglioramento genetico
L'assessore Paolo Bongioanni, responsabile per il Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, e Parchi della Regione Piemonte, ha evidenziato l'importanza del progetto. Ha dichiarato: «Grazie alle migliori competenze scientifiche, stiamo portando avanti un piano strategico che punta al miglioramento genetico». L'intento è creare un «kit di strumenti» essenziali. Questi supporteranno l'intero comparto corilicolo. L'assessore ha aggiunto: «Credo che con l'interlocuzione con altre grandi regioni produttrici possiamo raccogliere più dati». Questo permetterà anche di avere «un maggior peso politico nel cercare di intercettare le risorse messe a disposizione dal governo».
Il Presidente di Fondazione Agrion, Giacomo Ballari, ha sottolineato l'impegno scientifico. Ha affermato: «In questo primo anno, abbiamo messo le nostre conoscenze scientifiche al servizio dell'intero comparto corilicolo». Tuttavia, ha evidenziato che «il vero cambiamento arriva con la divulgazione». Tradurre i risultati dei test in linee guida operative è fondamentale. I momenti dimostrativi sono cruciali. La missione attuale è trasformare ogni progresso scientifico in operatività concreta.
Crisi produttiva e prospettive future
La coltivazione del nocciolo in Piemonte sta attraversando un periodo di profonda crisi. I dati Istat rivelano una situazione preoccupante. Nonostante l'aumento della superficie coltivata, la produzione è diminuita drasticamente. Tra il 2020 e il 2024, la resa per ettaro si è più che dimezzata. Si è passati da diciotto a sei quintali. Questo calo rappresenta una seria minaccia per il settore.
L'assessore Bongioanni ha ribadito la necessità di un intervento. Ha concluso: «Abbiamo bisogno che questo comparto continui a crescere». L'obiettivo è «portare il Piemonte verso quell'eccellenza che merita in tanti comparti produttivi». La ricerca avviata mira a fornire le soluzioni necessarie per invertire questa tendenza negativa. Il futuro della nocciola piemontese dipenderà dalla capacità di adattarsi ai cambiamenti e di innovare le pratiche agricole.