Cronaca

Naufragio Lampedusa: bimbo disperso, 64 salvati

15 marzo 2026, 22:58 2 min di lettura
Naufragio Lampedusa: bimbo disperso, 64 salvati Immagine generata con AI Roma
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Naufragio e soccorsi al largo di Lampedusa

Un barcone carico di migranti è naufragato nel tardo pomeriggio di ieri nelle acque antistanti l'isola di Lampedusa. L'incidente ha portato al disperso di un bambino di soli due anni, originario della Sierra Leone.

La prontezza della Guardia Costiera ha permesso di salvare 64 persone a bordo del natante, tra cui 14 donne e 10 minori. Le operazioni di salvataggio sono state condotte dalla motovedetta Cp327.

Ricerca del bambino disperso

Nonostante le intense ricerche condotte nell'area dove l'imbarcazione di circa 9 metri è affondata, del piccolo migrante non è stata trovata alcuna traccia. Le operazioni di ricerca sono tuttora in corso e vedono impiegate la motovedetta Cp271 e un velivolo specializzato, il Manta, della Guardia Costiera.

La madre del bambino disperso è stata sbarcata sull'isola insieme agli altri 63 superstiti durante la notte. L'isola di Lampedusa, la maggiore delle Pelagie, è il punto di approdo per molti migranti che attraversano il Mediterraneo.

Critiche alle politiche migratorie

L'organizzazione Save the Children ha espresso forte preoccupazione per l'accaduto, puntando il dito contro le attuali politiche migratorie. «Ancora una volta un bambino di 2 anni ha pagato il prezzo di politiche che privilegiano la difesa dei confini rispetto al salvataggio di vite umane», ha dichiarato l'organizzazione.

Il team di Save the Children, in sinergia con la Croce Rossa e altre realtà presenti a Lampedusa, sta fornendo supporto ai sopravvissuti per soddisfare i loro bisogni immediati. L'organizzazione ribadisce la necessità di canali di accesso sicuri verso l'Europa e di un sistema di ricerca e soccorso nel Mediterraneo più efficace e coordinato.

Save the Children critica inoltre le proposte di legge che mirano a limitare l'azione delle imbarcazioni impegnate nei salvataggi in mare, definendole «pericolose» e potenzialmente dannose per la tutela dei minori, specialmente quelli soli o superstiti di naufragi.

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