L'aumento del prezzo del diesel ha causato un aggravio di 1,5 miliardi di euro per l'autotrasporto merci in Italia. La Cgia di Mestre analizza l'impatto del conflitto nel Golfo e le differenze territoriali.
Aumento dei costi del carburante per i trasporti
Il prezzo del diesel ha registrato un incremento del 20%. Questo dato emerge dall'analisi dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre. Il costo al litro è passato da una media di 1,676 euro a 2,005 euro.
Questo rincaro è avvenuto nelle prime otto settimane successive allo scoppio del conflitto nel Golfo. Nonostante un taglio delle accise di 20 centesimi, introdotto dal governo il 19 marzo, l'autotrasporto merci ha subito un extra costo. La cifra stimata ammonta a circa 1,5 miliardi di euro.
Differenze territoriali nei trasporti merci
La domanda di trasporto merci è più elevata nel Nord Italia. Quest'area concentra gran parte della produzione industriale. Gli autotrasportatori del Nord operano con maggiore regolarità. Possono quindi spuntare tariffe mediamente più alte. Queste si collocano tra 1,40 e 1,70 euro al chilometro.
Nei servizi più specializzati, le tariffe possono superare tali valori. La possibilità di trovare un carico di ritorno è anche più alta. Ciò riduce i chilometri percorsi a vuoto. Questo ottimizza l'efficienza operativa.
Il problema dei viaggi a vuoto al Sud
Scendendo verso il Sud Italia, le tariffe medie diminuiscono. Spesso si attestano tra 1,10 e 1,40 euro al chilometro. Il problema principale diventa la frequenza dei viaggi senza carico. Il traffico merci presenta uno squilibrio significativo.
Molti camion viaggiano carichi dal Nord verso il Sud. Tuttavia, incontrano difficoltà nel trovare merce per il viaggio di ritorno. Questo comporta che una parte considerevole dei chilometri percorsi non generi alcun fatturato. L'efficienza economica ne risente.
Dominanza del mercato interno per l'autotrasporto
Nel corso del 2024, il trasporto su strada in Italia si conferma orientato al mercato interno. L'97,6% dei flussi di merci riguarda movimentazioni con origine e destinazione all'interno del territorio nazionale. Il traffico internazionale rappresenta una quota marginale.
Solo l'1,2% dei flussi ha origine estera. L'1,5% ha destinazione fuori dai confini italiani. Secondo i dati Istat, il trasporto su strada interno ha movimentato poco più di un miliardo di tonnellate di merci nel 2024.