Condividi

Referendum e incognite interne

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si trova di fronte a un percorso politico complesso che culminerà con le elezioni del 2027. Oltre alle sfide internazionali, tre ostacoli interni potrebbero complicare la sua traiettoria. Il primo è rappresentato dal referendum costituzionale, la cui esito appare ora meno scontato rispetto alle previsioni iniziali.

La campagna referendaria si è rivelata più divisiva e aspra del previsto, con dichiarazioni che hanno generato risentimento. Indipendentemente dall'esito, la gestione post-voto si prospetta difficile, con potenziali ripercussioni sull'ordinamento giudiziario e sul funzionamento delle istituzioni.

Elezioni europee e alleanze internazionali

Subito dopo la prova referendaria, l'attenzione si sposterà sulle elezioni in Ungheria, previste per metà aprile. La premier ha espresso sostegno a Viktor Orbán, una mossa che potrebbe creare attriti con gli interessi nazionali e con l'approccio pragmatico finora adottato in ambito europeo.

Questo posizionamento, in compagnia di figure considerate estremiste nel panorama politico europeo, contrasta con l'immagine rassicurante che Meloni ha cercato di proiettare nei confronti dell'Unione Europea. Un eventuale insuccesso di Orbán potrebbe avere ripercussioni sull'immagine e sulla strategia politica della premier italiana.

L'ombra di Donald Trump

Il terzo grande appuntamento è fissato per novembre, con le elezioni di midterm negli Stati Uniti che vedono protagonista Donald Trump. L'ex presidente americano ha subito diverse sconfitte elettorali nell'ultimo anno, e il suo futuro politico appare incerto.

L'Italia, che ha cercato di costruire un rapporto privilegiato con Trump, potrebbe trovarsi in una posizione delicata qualora l'ex presidente non dovesse ottenere risultati positivi. L'ambiguità della politica estera italiana, oscillante tra l'Occidente e una presunta vicinanza a Mosca, potrebbe rivelarsi un boomerang in caso di caduta di alleati chiave come Trump.