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Il melanoma, tumore in rapida crescita in Piemonte, richiede azioni immediate per potenziare la diagnosi precoce e ridurre le liste d'attesa. La consigliera regionale Laura Pompeo sollecita interventi urgenti per garantire screening efficaci e tempestivi, salvando vite.

Allarme melanoma: crescita record in Piemonte

Il melanoma rappresenta il tumore con il più rapido incremento in Piemonte e in Italia. La consigliera regionale del Partito Democratico, Laura Pompeo, ha espresso profonda preoccupazione. Ha sottolineato la necessità di misure urgenti da parte della Giunta regionale. L'obiettivo è potenziare la diagnosi precoce e garantire visite dermatologiche rapide. Questo permetterà di ridurre drasticamente le lunghe liste d'attesa. La consigliera ha presentato un atto di indirizzo per affrontare questa problematica. La situazione richiede risposte immediate e strutturali.

Dati allarmanti: +29% uomini, +44% donne

Uno studio epidemiologico recente, pubblicato nell'aprile 2026, evidenzia un aumento senza precedenti del melanoma cutaneo. I dati indicano un incremento del +29% negli uomini e del +44% nelle donne. Questi valori si riferiscono al confronto con il periodo 2013-2017. Lo studio, intitolato 'Estimates of cancer incidence to 2025 in Italy', ha visto il contributo del Registro Tumori del Piemonte. I dati sono particolarmente allarmanti per le persone nate fino alla metà degli anni Settanta. Per questa fascia d'età, sono necessarie strategie di screening dedicate. Le generiche campagne di sensibilizzazione non sono sufficienti ad affrontare il problema in modo efficace.

Diagnosi precoce e tempi d'attesa: un divario critico

La diagnosi precoce è fondamentale per una cura tempestiva e per la sopravvivenza. Il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale regionale sottolinea l'importanza del controllo dermoscopico annuale. Purtroppo, ottenere una visita dermatologica entro i tempi clinici raccomandati è diventato quasi impossibile. Molte persone, impossibilitate a sostenere i costi di una visita privata, rinunciano alle cure. Il rapporto regionale sui tempi di attesa per visite specialistiche, relativo al terzo trimestre 2025, mostra percentuali drammatiche. Oltre il 50% delle prestazioni viene erogato oltre i 30 giorni (Classe D) in molte ASL del Piemonte. Si registrano picchi estremi come l'89,87% all'Irccs di Candiolo e il 75,12% al Centro Ortopedico di Quadrante.

Intervento regionale necessario per salvare vite

Questi numeri descrivono un vero e proprio 'imbuto' che ostacola la diagnosi precoce. Ciò mette a serio rischio la salute dei cittadini. È indispensabile che il Responsabile Unico Regionale dell'Assistenza sanitaria indichi con urgenza le misure che intende adottare. Queste misure devono mirare a sbloccare la situazione critica delle liste d'attesa. Il nuovo Piano socio-sanitario pone la prevenzione come pilastro del sistema. Tuttavia, senza screening accessibili e tempi d'attesa adeguati, questi principi rimangono solo sulla carta. La Regione deve intervenire con prontezza. Nel caso del melanoma, la tempestività delle cure è letteralmente salvavita. La consigliera Pompeo ribadisce l'urgenza di un'azione concreta.

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