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La medicina interna in Sardegna affronta gravi criticità: carenza di personale, burnout e difficoltà nel garantire cure continue tra ospedale e territorio. L'indagine Fadoi evidenzia la necessità di interventi urgenti per la sostenibilità del servizio sanitario.

Pressione crescente sui reparti di medicina interna

La situazione dei reparti di medicina interna in Sardegna è critica. Una recente indagine condotta dalla Federazione dei medici internisti ospedalieri (Fadoi) ha messo in luce un quadro preoccupante. Gli ospedali dell'isola faticano sempre più a mantenere organici stabili. Le condizioni di lavoro non risultano sostenibili per il personale medico. Questi dati emergono dal 31° congresso nazionale Fadoi, tenutosi a Rimini.

Si registra un diffuso disagio professionale tra i medici. Il fenomeno del burnout è sempre più presente. I professionisti percepiscono un peggioramento delle loro condizioni lavorative. Questo trend negativo si accentua nel corso della carriera ospedaliera. La pressione organizzativa sui reparti è in costante aumento. Diventa sempre più difficile garantire la sostenibilità del lavoro.

Continuità assistenziale e carenza di personale

Una delle priorità identificate è il rafforzamento del coordinamento. È fondamentale migliorare la continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Questo legame è essenziale per evitare che l'ospedale diventi l'unico punto di riferimento. Soprattutto per i pazienti più fragili e complessi. La Federazione sottolinea l'importanza di questo aspetto.

Parallelamente, la questione degli organici rimane centrale. È necessario un potenziamento del personale medico e infermieristico. Un maggiore riconoscimento del ruolo della medicina interna è auspicato. L'obiettivo non è solo aumentare il numero dei professionisti. Bisogna rendere l'organizzazione dei reparti più coerente. La complessità dei pazienti assistiti è in crescita.

Oggi, la medicina interna si occupa di pazienti anziani e fragili. Spesso presentano più patologie contemporaneamente. I loro bisogni vanno oltre il singolo episodio acuto. Servono quindi organici adeguati e percorsi più integrati con il territorio. È necessario riconoscere l'alta intensità di cura presente nella pratica quotidiana.

La voce dei medici: salute e sicurezza a rischio

Mattia Lillu, presidente regionale Fadoi, conferma questi dati. La medicina interna rappresenta un punto nevralgico dell'ospedale. Accoglie pazienti fragili, anziani, con molteplici patologie. Per questo motivo, sono indispensabili organici adeguati. Servono team stabili e un riconoscimento coerente della complessità assistenziale. Non si tratta di una questione corporativa. La salute dei medici è in gioco, ma soprattutto la sicurezza dei pazienti.

Senza interventi mirati su personale, organizzazione e continuità assistenziale, si rischia. Le soluzioni temporanee e il sovraccarico sul personale esistente diventano una scorciatoia. La voglia di fuga dei medici potrebbe trasformarsi in una nuova carenza di professionisti. Gli ospedali potrebbero entrare in un circolo vizioso. Meno personale significa più pressione su chi resta. Maggiore pressione rende il lavoro nel Servizio Sanitario Pubblico meno attrattivo.