Maurizio De Giovanni: i Bastardi tornano con 'Figli' e una nuova storia
Maurizio De Giovanni lancia 'Figli', tredicesimo romanzo dei Bastardi di Pizzofalcone, esplorando la rivoluzione della famiglia. Annuncia anche una nuova serie ambientata a Napoli per fine 2026.
Nuovo capitolo per i Bastardi di Pizzofalcone
Lo scrittore Maurizio De Giovanni, noto per i suoi successi editoriali e le fortunate trasposizioni televisive, ritorna con un nuovo, atteso capitolo della sua saga. Il tredicesimo volume, intitolato 'Figli', è stato pubblicato da Einaudi Stile Libero. Questo nuovo lavoro continua a seguire le vicende dei celebri Bastardi di Pizzofalcone, personaggi che hanno conquistato il pubblico italiano.
Il romanzo affronta temi profondi e attuali, concentrandosi sul rapporto tra genitori e figli. La trama prende avvio con un misterioso incidente: un noto medico patologo viene investito da un'auto durante una notte di luglio. Tuttavia, le indagini rivelano rapidamente che non si è trattato di un semplice incidente stradale. L'evento innesca una riflessione sulla trasformazione dell'istituzione familiare.
De Giovanni, ospite di rilievo alla chiusura di Libri Come, la festa del Libro e della Lettura tenutasi all'Auditorium Parco della Musica di Roma, ha condiviso dettagli sul suo nuovo lavoro. Lo scrittore ha sottolineato come la serie, pur contando già tredici volumi, non mostri segni di stanchezza creativa. La forza dei Bastardi risiede nella loro capacità di rappresentare un luogo e un gruppo di lavoro in continua evoluzione.
Le sfumature emotive e sentimentali dei personaggi cambiano, ma la loro essenza rimane forte. De Giovanni ritiene che i Bastardi siano così versatili da poter essere integrati in nuove narrazioni, anche con personaggi differenti. Questo garantisce una potenziale longevità alla serie, permettendo di esplorare nuove direzioni senza perdere l'identità del gruppo.
La famiglia in profonda trasformazione
Il tema centrale di 'Figli' è la famiglia, un'istituzione che, secondo De Giovanni, sta attraversando una vera e propria rivoluzione. Lo scrittore parte sempre da una singola parola per sviluppare le sue storie, e in questo caso la parola è stata declinata su tutti i personaggi e sulla trama principale. La riflessione si estende al concetto di genitorialità e filiazione.
«Tutti siamo genitori, tutti siamo figli, e a volte diventiamo genitori dei nostri stessi genitori», ha affermato De Giovanni, descrivendo come questo sentimento emerga naturalmente durante il processo di scrittura. L'immedesimazione nei personaggi permette di esplorare queste dinamiche complesse in modo autentico.
La famiglia, definita da De Giovanni come il «primo mattoncino» della società, è oggi in una fase di profondo cambiamento. Non si tratta di una crisi, ma di una vera e propria rivoluzione nel significato della parola. Le unioni civili e la velocità con cui i giovani si distaccano dal nucleo familiare ne sono esempi tangibili.
A differenza della generazione precedente, dove l'adolescenza segnava la separazione dalla famiglia, oggi i ragazzi mostrano una maggiore estroversione già dagli 8-10 anni. La scuola, le attività sportive come il tennis e il calcio, e i corsi di lingua inglese contribuiscono a questo distacco precoce. Il mestiere di figlio, così come quello di genitore, è mutato radicalmente.
Durante la stesura del libro, un evento di cronaca ha ulteriormente stimolato la riflessione di De Giovanni: il caso di un trapianto di cuore a un bambino, poi deceduto, che ha generato una sorta di «filiazione collettiva». Questo episodio suggerisce ulteriori spunti narrativi, legati alla solidarietà e all'empatia che possono nascere in contesti inaspettati.
Una nuova serie ambientata a Napoli
Oltre al successo dei Bastardi di Pizzofalcone, Maurizio De Giovanni ha annunciato l'imminente arrivo di una nuova serie. Questa nuova avventura narrativa è prevista per la fine del 2026 e sarà pubblicata da Rizzoli. La storia sarà ambientata nella sua amata Napoli e si preannuncia come un racconto contemporaneo, con elementi criminali e un tocco di umorismo.
«È una storia contemporanea molto napoletana, abbastanza divertente», ha dichiarato lo scrittore all'ANSA. Un elemento intrigante della nuova serie sarà la presenza di uno «strano cuoco», figura che promette di aggiungere un elemento di originalità e mistero alla trama. Questo nuovo progetto dimostra la continua vitalità creativa di De Giovanni.
Lo scrittore ha anche fornito aggiornamenti sui suoi altri progetti televisivi. La quinta serie dei Bastardi di Pizzofalcone è in fase di preparazione, così come la quarta serie di Ricciardi. Per quanto riguarda Mina Settembre, De Giovanni non è coinvolto nella preparazione della serie. Attualmente, è impegnato anche nella stesura del nuovo capitolo delle avventure di Sara e nella chiusura della serie L'orologiaio di Brest, con un secondo romanzo in uscita a maggio per Feltrinelli.
Il segreto dell'immedesimazione
Il successo trasversale di tutte le sue storie, dai romanzi alle serie TV, è attribuito da De Giovanni all'immedesimazione. La capacità di calarsi nei panni dei personaggi e di adottare un unico punto di vista è fondamentale per il divertimento e la riuscita della narrazione. Questo approccio empatico permette al lettore di connettersi profondamente con le vicende narrate.
Lo scrittore ha anche toccato un tema preoccupante per il futuro: l'invecchiamento della popolazione italiana. Con una media di età di 49,1 anni, l'Italia è il secondo paese più vecchio del mondo dopo il Giappone. Questo dato solleva interrogativi sullo spazio vitale e sulle opportunità future per le nuove generazioni. De Giovanni esprime una certa inquietudine riguardo a questo scenario demografico.
«Egoisticamente sono molto contento dell'età che ho, se avessi quarant'anni sarei molto preoccupato», confessa lo scrittore, evidenziando la complessità del presente e del futuro per i giovani. La crisi energetica imminente potrebbe ulteriormente complicare le prospettive, modificando le modalità di crescita e formazione dei figli.
La riflessione sulla famiglia e sul futuro si intreccia con la cronaca e le sfide sociali. La capacità di De Giovanni di cogliere le sfumature della vita contemporanea e di tradurle in narrazioni avvincenti conferma il suo ruolo di osservatore privilegiato della società italiana. Le sue storie continuano a stimolare il dibattito e a far riflettere il pubblico su temi universali.