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La storia di Maddalena Giordano, giovane materana, che ha trasformato la sua lotta contro un linfoma in un libro di speranza. La scrittura è diventata la sua salvezza durante il percorso terapeutico.

La battaglia contro il linfoma

Maddalena Giordano, nata a Matera nel 1992, ha affrontato un linfoma non Hodgkin. La malattia si presentava aggressiva, con metastasi diffuse. I medici avevano espresso preoccupazione per le sue condizioni. La giovane ha combattuto la sua battaglia tra le corsie del reparto di Ematologia. Il luogo era il Policlinico Umberto I di Roma. La sua forza interiore è emersa in modo straordinario.

Il percorso diagnostico è iniziato nel maggio 2025. Inizialmente si parlava di una displasia moderata. Una successiva conizzazione a Corato (Bari) ha rivelato la vera gravità. L'esito è stato un linfoma non Hodgkin a grandi cellule B. La diagnosi ha segnato l'inizio di un percorso difficile. Sono stati necessari circa otto cicli di chemioterapia. La terapia si è conclusa nell'aprile scorso. Attualmente, la malattia è in remissione completa.

La scrittura come terapia salvavita

Durante il ricovero, Maddalena ha trovato rifugio nella scrittura. Ha rielaborato racconti, favole e poesie. Questi scritti sono nati come un possibile lascito per i suoi cari. La speranza di vita sembrava affievolirsi. Le parole sono diventate un modo per evadere dalla sofferenza. Ha creato piccoli mondi immaginari. Questi universi le hanno permesso di resistere al dolore fisico e psicologico. La letteratura è stata la sua ancora di salvezza.

«La scrittura mi ha salvato la vita», ha dichiarato Maddalena. Non si tratta di una semplice frase ad effetto. Per lei, rappresenta la realtà vissuta. La sua esperienza ha trasformato i suoi scritti. Quelli che sembravano un addio sono diventati un simbolo di rinascita. La sua raccolta di testi ha preso forma nel suo primo libro. L'opera si intitola «E cadde la notte». È stata pubblicata da Altrimedia Edizioni. Il libro intreccia racconto, poesia e favola.

Il valore della letteratura e dell'affetto

Tra le mura dell'ospedale, Maddalena ha compreso il potere della letteratura. La lettura e la scrittura assorbivano ogni suo pensiero. Le permettevano di «galleggiare sul dolore». Si immergeva in universi fantastici. La letteratura è stata una vera e propria terapia. Ha alleviato la sua sofferenza. Le ha infuso speranza anche nei momenti più bui. La forza delle parole si è unita a quella delle persone care.

Maddalena ha ringraziato profondamente la sua famiglia. Un pensiero speciale va al compagno Mariano. Non sono mancate le amiche. Un sentito ringraziamento è rivolto anche ai medici. Ha menzionato le dottoresse Patrizia e Marcella Pasculli. Un elogio speciale va all'équipe del reparto di Ematologia. L'équipe era guidata dal professor Maurizio Martelli. Hanno contribuito anche l'ematologo Luigi Petrucci e la professoressa Rosa Maria Ciardi.

Una nuova prospettiva sulla vita

L'amore delle persone è stata la sua vera ricchezza. Maddalena sottolinea come tutto il resto passi in secondo piano. L'esperienza della malattia ha modificato la sua visione della vita. Prima, il cancro era un tabù. Ora, desidera essere vicina a chi affronta questa sfida. Spera in una maggiore valorizzazione della sanità pubblica. La prevenzione e la ricerca sono fondamentali. Il suo esordio letterario, «E cadde la notte», riflette questo percorso. Ogni storia contiene un frammento della sua realtà. L'autrice auspica che ogni lettore trovi una connessione personale. Desidera che le sue pagine offrano conforto. Vuole accompagnare i lettori in una riflessione. Una riflessione capace di suscitare emozioni diverse: riso, pianto e sospiro.

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