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Il regista Massimiliano Bruno difende il suo nuovo film, "Un tranquillo funerale di famiglia", presentato alla Festa di Roma. Il film, remake di "Funeral Party", è stato definito "unpolitically correct" ma Bruno non concorda con questa etichetta, sostenendo che la comicità non debba avere limiti.

La difesa del regista alla Festa di Roma

Massimiliano Bruno ha presentato il suo ultimo lavoro, intitolato «Un tranquillo funerale di famiglia», durante la Festa di Roma. Il film, che arriverà nelle sale cinematografiche il 29 ottobre distribuito da 01, è un remake della pellicola americana «Funeral Party» del 2007. Alla domanda sulla presunta natura «politicamente scorretta» del suo film, Bruno ha risposto con fermezza.

«Non trovo che un film possa mai essere politicamente scorretto», ha dichiarato il regista. Ha poi aggiunto che nel mondo avvengono tragedie ben più gravi, come persone che bombardano e uccidono bambini. «E comunque non quando fai un film per ridere», ha specificato, sottolineando la finalità umoristica della sua opera.

«Un tranquillo funerale di famiglia»: trama e cast

Il film è descritto come un vero e proprio «caravanserraglio di gag». Presenta equivoci assurdi, situazioni grottesche e colpi di scena. La trama ruota attorno alla ricca famiglia Mancuso, riunita per il funerale del patriarca, un importante onorevole. La cerimonia, che dovrebbe essere solenne, si trasforma rapidamente in un caos.

I due figli del defunto, Daria (interpretata da Claudia Pandolfi) e Riccardo (Pietro Sermonti), portano alla luce vecchi rancori durante l'evento. Nel cast spiccano anche altri volti noti del cinema italiano.

Tra i personaggi che animano la pellicola troviamo un elegante uomo affetto da nanismo, il perfido cugino Diego Abatantuono in carrozzina, una naturopata involontariamente drogata (Beatrice Arneri), un prete influencer, Don Mauro (Carlo Amleto), e una sconsolata vedova (Stefania Sandrelli).

Cambiamenti rispetto all'originale e pareri degli attori

Bruno ha spiegato la scelta di inserire due donne tra i figli del patriarca, a differenza della sceneggiatura originale che prevedeva due maschi. «Ho considerato che il livello comico non si sarebbe certo perso con questo cambiamento al femminile», ha affermato. Inoltre, ha espresso il desiderio di continuare a lavorare con Claudia Pandolfi, con cui ha un ottimo rapporto.

Claudia Pandolfi ha commentato positivamente questa scelta: «Per fortuna ci sono anche uomini che amano le donne!». Ha aggiunto che spesso le donne sono poco rappresentate nel cinema, e questa è stata un'occasione per cambiare la prospettiva. L'attrice ha definito il film originale un «cult» che ha segnato la sua adolescenza per la sua comicità «caustica e sottile».

Stefania Sandrelli si è detta felice di partecipare a un film che fa ridere, mentre Diego Abatantuono ha ribadito l'importanza del «politicamente scorretto» per la comicità. «La comicità è legata proprio a questo modo di far ridere», ha sentenziato.

Pietro Sermonti ha concluso affermando che, considerando gli eventi mondiali, non ci si dovrebbe preoccupare di certi argomenti. «Ora se un regista decidesse oggi di fare un film di questo genere applicando il politicamente corretto gli consiglio solo di cambiare mestiere», ha dichiarato. Ha poi elogiato il cast, composto sia da giovani talenti che da «mostri sacri» del cinema.

Nel cast del film compaiono anche Stefano Fresi, Edoardo Ferrario, Alessandro Mauthe, Giulia Vecchio, Dino Abbrescia, Carlo Buccirosso e Giovanni Iovino.

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