Condividi

Gary Marenzi, figura di spicco dell'industria cinematografica, esprime forte preoccupazione per una possibile fusione tra Paramount e Warner Bros Discovery, definendola un potenziale disastro per il settore. Le sue critiche si concentrano sull'impatto occupazionale, sulla libertà di informazione e sulla concentrazione del potere decisionale.

Critiche alla fusione tra colossi dell'intrattenimento

L'ex presidente di Paramount International Television e MGM Worldwide Television, Gary Marenzi, ha definito un «disastro» l'eventuale fusione tra Paramount Skydance Corporation e Warner Bros Discovery. Questa operazione, dal valore stimato di 110 miliardi di dollari, solleva serie preoccupazioni per il futuro dell'industria dei media e dell'intrattenimento.

Secondo Marenzi, una simile unione comporterebbe il licenziamento di circa 6.000-7.000 persone. Inoltre, egli teme ripercussioni negative sulla libertà di stampa. L'ex dirigente ha osservato che, sotto la presidenza di Trump, Paramount ha mostrato un orientamento politico più marcato. Una fusione potrebbe accentuare questa tendenza, riducendo ulteriormente l'imparzialità dell'informazione.

Marenzi, che ora gestisce una propria casa di produzione, ha rivelato che molti sceneggiatori e produttori di Hollywood si oppongono a questa operazione. L'obiettivo della fusione appare poco chiaro, ma potrebbe implicare la cessione di diverse divisioni aziendali. L'unica motivazione apparente sembra essere il desiderio di David Ellison, proprietario di Paramount, di espandere ulteriormente il proprio impero.

La prospettiva di un maggiore potere per Trump è un'altra preoccupazione espressa da Marenzi. Per i produttori, l'incubo è quello di operare in un'industria dominata da soli cinque grandi streamer, che detengono il controllo decisionale. Questa situazione, secondo Marenzi, non giova al mercato, che necessita di pluralismo per prosperare.

Impatto sul mercato e il futuro del cinema

L'operazione di fusione porterebbe alla concentrazione di numerosi media sotto un'unica entità. Tra questi figurano testate come CNN, studi cinematografici come Warner Bros. Pictures e piattaforme di streaming come HBO Max. Tuttavia, l'operazione è stata posticipata al 2027 a seguito di un'azione legale promossa da una coalizione di procuratori generali statali.

Gary Marenzi, che in passato ha supervisionato la distribuzione di film di successo come James Bond e Star Trek, ha ricoperto ruoli di vertice in Paramount e MGM. Frequenta spesso l'Italia, terra d'origine della sua famiglia. Attualmente, sta lavorando alla realizzazione di un film basato sul racconto «La Dama Bianca» di Elisabetta de Dominis.

Questo progetto cinematografico trae ispirazione dalla leggenda medievale del Castello di Duino, già oggetto delle elegie di Rainer Maria Rilke. L'intenzione è quella di produrre un film con un budget inferiore ai 5 milioni di dollari, da girare in lingua inglese in diverse località del Friuli Venezia Giulia.

Il manager californiano descrive l'attuale panorama della produzione cinematografica come polarizzato. Esistono film ad altissimo budget, con costi superiori ai 100 milioni di dollari (a cui si aggiungono altri 100 milioni per il marketing), e produzioni a basso costo, inferiori ai 10 milioni di dollari. Le produzioni con budget intermedi, tra i 10 e i 100 milioni, sono invece meno frequenti.

A ciò si aggiunge l'influenza degli streamer. Piattaforme come Disney e Netflix distribuiscono film nelle proprie case dopo soli 45 giorni dall'uscita in sala. La crescente qualità dei televisori domestici (4K, 8K) e il costo dei biglietti cinematografici spingono il pubblico ad attendere la visione casalinga. Nonostante ciò, esistono numerosi film indipendenti.

Questi film, tuttavia, faticano a trovare un distributore dopo essere stati presentati ai festival. Le ragioni potrebbero risiedere nei temi troppo di nicchia o nell'eccessiva artisticità. Marenzi sottolinea come gli streamer prendano decisioni basate su algoritmi. Egli, però, ripone grande fiducia nella creatività umana, al di là dell'intelligenza artificiale. Un vero artista, secondo lui, può dare vita a mondi inimmaginabili.