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Alfredo Mantovano, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche contro la droga e le altre dipendenze, ha illustrato la posizione del Governo italiano alla 69ª sessione plenaria della Commissione Stupefacenti (CND) delle Nazioni Unite. L'intervento è avvenuto questa mattina a Vienna, sottolineando l'importanza di un approccio internazionale coordinato per affrontare il fenomeno del narcotraffico e delle dipendenze.

La partecipazione italiana alla CND riafferma l'impegno del Paese nel promuovere strategie che pongano al centro la persona. Il Sottosegretario Mantovano ha evidenziato come la prevenzione e il recupero sociale siano pilastri fondamentali per un'efficace politica antidroga. Questo modello si discosta da approcci meramente repressivi, cercando un equilibrio tra contrasto al crimine organizzato e tutela della salute pubblica.

L'Italia e la strategia globale antidroga

Il Governo italiano, attraverso la voce del Sottosegretario Mantovano, ha ribadito la necessità di un'azione congiunta a livello globale. Il narcotraffico è una minaccia transnazionale che richiede risposte coordinate tra gli Stati. L'Italia si impegna a contribuire attivamente a queste discussioni, portando la propria esperienza e le proprie priorità sul tavolo delle Nazioni Unite.

La CND, con sede a Vienna, è il principale organo decisionale delle Nazioni Unite in materia di controllo della droga. Fondata nel 1946, ha il compito di monitorare l'applicazione dei trattati internazionali sul controllo delle droghe, analizzare la situazione globale e formulare raccomandazioni ai governi. La sua sessione plenaria annuale rappresenta un momento cruciale per definire le linee guida delle politiche antidroga a livello mondiale.

L'intervento del Sottosegretario Mantovano si è concentrato sulla visione italiana, che considera la lotta alla droga non solo una questione di ordine pubblico, ma anche di salute e benessere sociale. La dipendenza è vista come una patologia complessa che richiede interventi multidisciplinari, dalla prevenzione primaria al trattamento e alla reintegrazione nella società.

Prevenzione e recupero sociale: i pilastri italiani

Il modello italiano enfatizza fortemente la prevenzione, soprattutto tra i giovani. Questo include campagne di sensibilizzazione, programmi educativi nelle scuole e il rafforzamento dei servizi territoriali. L'obiettivo è informare sui rischi legati all'uso di sostanze stupefacenti e promuovere stili di vita sani, riducendo la vulnerabilità individuale e sociale.

Altrettanto cruciale è il recupero sociale. L'Italia ha una lunga tradizione di comunità terapeutiche e servizi dedicati al reinserimento delle persone con dipendenze. Questi percorsi mirano a offrire supporto psicologico, medico e sociale, aiutando gli individui a ricostruire la propria vita e a riacquistare autonomia. Il Sottosegretario ha sottolineato come questi programmi siano essenziali per spezzare il ciclo della dipendenza e prevenire le ricadute.

Il Governo italiano ritiene che un approccio umanitario e basato sui diritti umani sia indispensabile. Le persone con dipendenze non devono essere stigmatizzate, ma supportate nel loro percorso di guarigione. Questo non significa minimizzare la gravità del narcotraffico, ma distinguere tra chi traffica droga e chi ne è vittima, offrendo a questi ultimi percorsi di aiuto concreti.

La minaccia del narcotraffico e la cooperazione internazionale

Il Sottosegretario Mantovano ha anche affrontato la questione del narcotraffico, evidenziando la sua natura pervasiva e la sua capacità di finanziare altre forme di criminalità organizzata. Il traffico di droga alimenta la corruzione, destabilizza le economie e minaccia la sicurezza internazionale. Per questo, l'Italia sostiene un rafforzamento della cooperazione tra le forze di polizia e le agenzie investigative a livello globale.

La condivisione di informazioni, lo sviluppo di strategie comuni per intercettare i flussi di droga e il contrasto al riciclaggio di denaro sono aspetti fondamentali. L'Italia partecipa attivamente a operazioni internazionali e scambi di intelligence, consapevole che nessun Paese può affrontare da solo questa sfida. La lotta al narcotraffico richiede un fronte unito e una determinazione costante.

Durante la sessione della CND, sono stati discussi anche i nuovi scenari del mercato della droga, inclusa la diffusione delle nuove sostanze psicoattive (NPS) e l'uso del dark web per la compravendita di stupefacenti. Queste nuove sfide tecnologiche richiedono un aggiornamento continuo delle normative e delle capacità investigative, oltre a nuove strategie di prevenzione mirate.

Il ruolo dell'Italia nel contesto ONU

La partecipazione italiana alla CND è un tassello importante della sua politica estera e della sua visione del multilateralismo. L'Italia crede fermamente nel ruolo delle Nazioni Unite come piattaforma per affrontare le sfide globali. La voce italiana a Vienna non è solo un'espressione di principi, ma un contributo concreto alla definizione di politiche che possano avere un impatto positivo sulla vita di milioni di persone in tutto il mondo.

Il dibattito alla CND è un'occasione per confrontarsi con le diverse prospettive internazionali, dalle politiche di riduzione del danno adottate in alcuni Paesi, agli approcci più rigorosi in altri. L'Italia si posiziona come promotrice di un modello equilibrato, che non ignora la dimensione repressiva ma la integra con una forte componente sociale e sanitaria. L'obiettivo finale è costruire società più sane e sicure, libere dalla piaga della droga e delle dipendenze.