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Un agente di Polizia ottiene dal Tar del Lazio la sospensione del diniego di trasferimento verso Maddaloni. Il Ministero dell'Interno dovrà riesaminare la sua posizione entro 60 giorni.

Agente di Polizia ottiene trasferimento a Maddaloni

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha accolto il ricorso di un agente della Polizia di Stato. L'uomo desiderava essere trasferito in una sede più vicina alla sua abitazione. La decisione apre uno spiraglio per la sua richiesta di assegnazione temporanea. Il Ministero dell'Interno è stato quindi invitato a rivalutare la sua posizione.

La Sezione Prima Quater del Tar ha emesso un'ordinanza cautelare in merito. Questa disposizione impone al Ministero dell'Interno di riesaminare il caso. Il tutto dovrà avvenire entro un termine di 60 giorni dalla notifica del provvedimento. L'agente coinvolto, identificato come A. D. L., presta servizio presso la Sottosezione della Polizia Stradale di Roma Settebagni.

La sua istanza mirava all'assegnazione temporanea. La destinazione richiesta era il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Maddaloni. Tale richiesta si basava sull'articolo 42-bis del decreto legislativo 151/2001. Questo articolo disciplina i trasferimenti per motivi familiari.

Ministero dell'Interno respinge la richiesta

La richiesta dell'agente A. D. L. era stata inizialmente respinta dal Ministero dell'Interno. La motivazione addotta riguardava le esigenze organizzative e di servizio. Si faceva riferimento alla necessità di mantenere l'ordine e la sicurezza pubblica. Questa posizione era già stata comunicata in via preliminare. Un preavviso di rigetto era stato inviato nel novembre 2025. Il provvedimento definitivo di diniego è poi arrivato nel gennaio 2026.

L'agente, non rassegnato, ha deciso di impugnare il diniego. Si è rivolto al Tar Lazio, assistito dai suoi legali. Gli avvocati Pietro Marotta e Pasquale Marotta hanno presentato il ricorso. Hanno anche richiesto la sospensione cautelare dell'atto amministrativo. L'obiettivo era ottenere un provvedimento d'urgenza in attesa della decisione di merito.

Il Collegio del Tar, riunito in camera di consiglio il 24 marzo 2026, ha esaminato la questione. La relatrice del caso era la dottoressa Caterina Lauro. I giudici hanno ritenuto fondate le argomentazioni presentate dal ricorrente. Hanno analizzato attentamente le motivazioni del diniego ministeriale.

Motivazioni del Tar: carenze nella decisione ministeriale

I giudici del Tar hanno evidenziato una carenza significativa nel provvedimento del Ministero dell'Interno. La motivazione addotta per il diniego è stata giudicata insufficiente. Si è parlato di una valutazione “generica” delle esigenze di servizio. Manca, secondo il Tribunale, una reale comparazione tra le necessità organiche. Non è stata effettuata un'analisi comparativa tra la sede di provenienza, Roma Settebagni, e quella richiesta, Maddaloni.

Inoltre, il Tar ha sottolineato un'altra criticità. Non è stata fornita una motivazione specifica riguardo alle mansioni svolte dall'agente. Non è stato chiarito se fosse insostituibile nella sua attuale sede. Questi elementi sono considerati essenziali. La recente giurisprudenza del Consiglio di Stato ne sottolinea l'importanza.

I giudici hanno stabilito che non basta un generico riferimento alla “polivalenza” dell'agente. Nemmeno le esigenze organizzative generali sono sufficienti a giustificare un diniego. È necessaria un'analisi concreta e dettagliata. Questa dovrebbe riguardare le effettive scoperture di organico. Dovrebbe anche valutare le reali necessità operative delle sedi interessate.

Nuovo riesame entro 60 giorni

Accogliendo l'istanza cautelare, il Tar ha ordinato al Ministero dell'Interno di procedere. Entro 60 giorni, dovrà riesaminare la posizione dell'agente A. D. L. La nuova valutazione dovrà tenere conto di diversi fattori. Saranno considerate le effettive carenze di personale nelle sedi coinvolte. Verrà valutata la possibilità concreta di un'assegnazione a Maddaloni. Si valuteranno anche sedi limitrofe che presentino maggiori scoperture d'organico.

Questa decisione rappresenta un passo avanti per l'agente. Il suo desiderio di avvicinarsi alla famiglia potrebbe ora concretizzarsi. La questione tornerà comunque in tribunale per l'udienza di merito. Questa è stata fissata per il 26 gennaio 2027. Sarà in quella sede che si discuterà in modo approfondito il caso.

La vicenda mette in luce l'importanza di motivazioni dettagliate negli atti amministrativi. Le decisioni che impattano sulla vita dei cittadini, come i trasferimenti, richiedono un'analisi approfondita. La giustizia amministrativa vigila affinché tali decisioni siano basate su criteri oggettivi e documentati. L'agente A. D. L. potrà ora sperare in una soluzione che concili le esigenze di servizio con quelle personali.

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