Lo spettacolo teatrale 'Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni' di Lucia Calamaro esplora le ansie della generazione di mezzo. L'opera segna la riapertura del Piccolo Eliseo e invita alla riflessione sulla società contemporanea.
Una scommessa teatrale sulla vita quotidiana
Lucia Calamaro ha lanciato una sfida audace con la sua ultima opera. La drammaturga dimostra una notevole abilità nel dipingere un quadro complesso della nostra epoca. Attraverso le vicende di una coppia di quarantenni, emerge uno spaccato della vita attuale. Il titolo stesso, «Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni», anticipa i temi trattati.
Questa rappresentazione ha segnato la riapertura del Piccolo Eliseo. Il teatro, chiuso per anni, ha riaccolto il pubblico con questo spettacolo. Le repliche proseguono con successo fino al 25 ottobre. La scommessa di Calamaro risiede nella capacità di rendere il dialogo quotidiano avvincente sul palcoscenico. La drammaturga dimostra una maestria nel gestire una narrazione non lineare. Le scene si susseguono con fluidità, passando da un momento all'altro con grande perizia.
Interazione e ironia per riflettere sulla società
La messa in scena include momenti di straniamento. Il pubblico viene interpellato direttamente, talvolta invitato a scendere in platea. L'obiettivo è stimolare una partecipazione più razionale che emotiva. L'uso frequente dell'ironia caratterizza questa opera. Essa funge da denuncia e da specchio della realtà contemporanea. I protagonisti appartengono alla classe media. Sono i primi laureati di famiglie operaie.
Hanno raggiunto un certo valore culturale. Tuttavia, questo non si è tradotto in un benessere economico. La disoccupazione e i salari bassi sono temi centrali. Emergono figure di nuovi poveri. Queste persone, pur avendo un lavoro, faticano a coprire i bisogni essenziali. Le difficoltà economiche si ripercuotono sui rapporti personali. La burocrazia diventa fonte di problemi, tra il ridicolo e l'assurdo.
Burocrazia, finanza e la nostalgia di un futuro perduto
Le difficoltà nell'ottenere aiuti statali sono messe in luce. Un grande pannello elenca gli aiuti esistenti per le famiglie. Questo elemento visivo lega la narrazione alla realtà concreta. Si crea un contrasto tra l'ansia personale e la comicità delle situazioni. Si alternano momenti privati a interazioni con la pubblica amministrazione. La burocrazia e il sistema finanziario vengono criticati.
Il sistema attuale premia la speculazione finanziaria. Si invita a comportarsi come se il passato fosse ancora presente. Il finale porta a fare i conti con queste complessità. Sullo sfondo, un'immagine metaforica: una strada cittadina interrotta da lavori in corso. Un cartello si scusa per il disagio creato, un'allusione alle difficoltà della vita moderna.
Hauntology e la sfida alla comprensione del pubblico
Accanto ai dialoghi e ai momenti più teatrali, vi sono esposizioni teoriche. Viene introdotto il concetto di Hauntology di Jacques Derrida. Questa teoria esplora la disgiunzione temporale. Spiega come, in assenza di un futuro percepito, le persone si rifugino nel passato. O meglio, nella nostalgia per un futuro che non si è realizzato. Questo sembra essere uno sfondo intellettuale per l'opera di Calamaro.
Il lavoro intreccia costruzione intellettuale e racconto teatrale. La drammaturga sfida le convenzioni teatrali. Mette alla prova la capacità di comprensione del pubblico. Non vi è una conclusione esplicita. L'opera si presenta come uno spaccato senza un vero inizio o fine. Si chiude bruscamente, quasi come si è aperta. Dopo un momento di silenzio, il pubblico reagisce con applausi calorosi.
Un cast eccezionale per una performance complessa
Gli applausi premiano non solo l'autrice e regista. Riconoscono la performance eccezionale degli interpreti. Il continuo cambio di registri, momenti, verità e finzione, dialogo ed esposizione, ha richiesto grande abilità. La coppia formata da Gioia Salvatori e Daniele Parisi è affiatata. Dimostrano prontezza anche nelle piccole improvvisazioni. Barbara Chichiarelli interpreta la burocrate, un alter ego dell'autrice.