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La Liguria celebra un successo eccezionale nel settore olivicolo nel 2026, conquistando il primo posto in Italia per la resa dell'olio. La produzione è aumentata significativamente, portando benefici economici a un comparto strategico per la regione.

Produzione record di olio ligure nel 2026

La stagione olivicola del 2026 ha riservato grandi soddisfazioni in tutta la Liguria. Dalle province occidentali a quelle orientali, la produzione di olio nuovo ha registrato un incremento notevole. Si stimano circa 8mila quintali di prodotto, un dato in crescita del 30% rispetto ai 5mila quintali degli anni precedenti. Questo successo è attribuito alla salute delle piante, all'assenza di problematiche legate alla mosca olearia e a una resa per oliveto superiore alle aspettative.

Le condizioni climatiche favorevoli e le cure colturali hanno permesso agli 728mila ulivi liguri di fruttificare abbondantemente. L'ottima qualità delle olive raccolte si traduce direttamente in un olio extra vergine d'oliva di pregio. La regione dimostra ancora una volta la sua vocazione agricola.

Primato nazionale per la resa dell'olio

Andrea Sampietro, direttore di Confagricoltura Liguria, ha evidenziato i risultati eccezionali. «Con una resa del 16,82%, la Liguria si posiziona al vertice della classifica nazionale», ha dichiarato Sampietro. Questo primato è particolarmente significativo poiché supera anche regioni con una produzione olearia storicamente più vasta, come la Calabria e la Puglia. Un traguardo importante dopo anni di sfide economiche.

Il comparto olivicolo ligure affronta costi di produzione elevati. Ottenere risultati così positivi in termini di resa è quindi cruciale per la sostenibilità delle aziende agricole. La qualità dell'olio ligure è riconosciuta a livello nazionale e internazionale. La resilienza dei produttori è un fattore chiave.

Un comparto strategico da 92 milioni di euro

L'eccellenza dell'olio ligure è un vanto per l'intero Paese. La produzione, definita «quasi eroica» da Sampietro, si estende su circa 16mila ettari. Di questi, 2427 ettari sono dedicati alle produzioni a Denominazione di Origine Protetta (DOP). Il valore economico del settore, soprattutto per quanto riguarda l'export, raggiunge la considerevole cifra di 92 milioni di euro.

La sfida futura, secondo Confagricoltura, consiste nell'aumentare le dimensioni delle aziende. La frammentazione del settore in Liguria rende più complesse le operazioni commerciali su larga scala. Superare questo ostacolo permetterebbe di rafforzare ulteriormente la posizione di mercato. L'innovazione tecnologica potrebbe supportare questo processo.

Domande e Risposte

Qual è stata la resa dell'olio d'oliva in Liguria nel 2026?

Nel 2026, la Liguria ha registrato una resa dell'olio d'oliva del 16,82%, posizionandosi al primo posto in Italia.

Quanto vale il comparto olivicolo ligure in termini di export?

Il comparto olivicolo ligure genera un valore di 92 milioni di euro per quanto riguarda l'export.