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Uno spettacolo teatrale a Roma esplora le complessità dei sentimenti umani e l'arte dell'inganno. La regia di Arturo Cirillo porta in scena 'Le false confidenze' di Marivaux, con Elena Sofia Ricci nel ruolo di Araminte.

La regia di Cirillo tra geometria e sentimento

Lo spettacolo 'Le false confidenze' di Marivaux, in scena al Teatro Argentina fino al 3 maggio, si presenta come un'opera di grande eleganza. La regia di Arturo Cirillo bilancia con maestria elementi geometrici e sfumature fantastiche. L'allestimento trascende il tempo, analizzando la psicologia dei sentimenti umani. Non trascura l'importanza del denaro, posizionandosi tra l'eredità di Molière e i precursori di Balzac.

La scenografia di Dario Gessati contribuisce significativamente all'atmosfera. Un imponente arco con portale rotante, dai toni metallici ossidati, facilita movimenti scenici fluidi. Questo elemento permette affacci, spiate e ingressi/uscite rapide. L'alternanza tra interni ed esterni, tra presenza scenica e sparizione nell'ombra, crea un gioco continuo tra verità e finzione. Le luci di Pasquale Mari, ora fredde ora calde, accentuano questi chiaroscuri, alternando ombre e bagliori.

Marivaux senza artifici, un meccanismo teatrale

La messa in scena proposta da Cirillo elimina gli eccessivi 'marivaudages', le leziosità verbali e attoriali tipiche dell'epoca. La modernità della versione e i tagli registici precisi rendono lo spettacolo incisivo. L'obiettivo è mettere in risalto i caratteri ben definiti dei personaggi. Ognuno svolge un ruolo preciso all'interno di un meccanismo quasi matematico. Questo meccanismo è la dimostrazione di un teorema enunciato da Dubois, il servo di Araminte.

Dubois orchestra la vicenda per far innamorare la ricchissima vedova Araminte del suo ex datore di lavoro, il decaduto Dorante. Quest'ultimo è stato assunto come segretario personale. L'intento del servo è sia il piacere di manipolare gli eventi, sia il desiderio di beneficiare indirettamente del successo della sua macchinazione. La commedia si sviluppa attraverso ambiguità, fraintendimenti e un continuo gioco tra apparenza e realtà.

Il gioco dei sentimenti e le motivazioni nascoste

La trama si arricchisce di chiaroscuri, dove il vero si mescola al falso. Emergono l'arroganza contrapposta alla sincera delicatezza, la ragione che lotta contro i sentimenti. Questi ultimi, tuttavia, sembrano prevalere, anche contro la volontà di chi li prova. Un esempio è Araminte, che si crede superiore ma cade nella trappola ordita da Dorante. Quest'ultimo, una volta dichiaratosi, ammette la propria astuzia, ricevendo in cambio la giustificazione per aver perseguito il proprio fine amoroso.

Il ritmo e la forza della narrazione sono amplificati da sottotrame. Vi è l'innamoramento fittizio della cameriera Marton, orchestrato dall'intendente Remy. Remy desidera sposare Marton, ignaro delle vere intenzioni di Dorante. Parallelamente, la madre di Araminte trama per farla convolare a nozze con il conte Dorimont. L'obiettivo è l'ascesa sociale nell'aristocrazia, mentre Araminte si sente forte della sua posizione borghese e della sua ricchezza.

Elena Sofia Ricci e il cast danno vita ai personaggi

Il cuore della commedia risiede nella profonda indagine psicologica dei personaggi. Marivaux presta attenzione allo sviluppo dei sentimenti, stimolati dalle parole e dalle azioni. Questo tessuto di inganni e dissimulazioni, di false confidenze, costituisce il gioco drammatico. La qualità e la verità dei personaggi emergono grazie al lavoro di Arturo Cirillo sui ritmi e sui movimenti.

Un ruolo chiave è quello di Dubois, interpretato con consapevolezza e complicità, mai mellifluo, motore dell'azione. Accanto a lui, spicca Elena Sofia Ricci nel ruolo di Araminte. L'attrice offre una performance notevole, dando vita a una donna sicura ma anche fragile. I suoi soprassalti emotivi, il continuo variare dei toni, l'affrontare la madre e l'ansia di fronte al segretario sono resi con grande efficacia. Ricci utilizza voce e corpo, con un movimento espressivo e misurato delle mani, per caratterizzare il personaggio.

Al suo fianco, Giacomo Vicentini interpreta Dorante, un ingannatore sempre onesto, forte dei suoi sentimenti. L'attore ne rivela le insicurezze e le ansie. Giacinto Palmarini è il conte, saldo nel suo ruolo ma pronto a ritirarsi. Giulia Trippetta interpreta la vivace e trepida cameriera Marton. Orietta Notari veste i panni dell'arrogante madre di Araminte, completando un cast che rende giustizia alla complessità dell'opera di Marivaux.

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