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Tensione in Regione Lazio tra il Presidente Francesco Rocca e i medici di base. Due questioni hanno innescato la crisi: una circolare sul controllo dei farmaci e dichiarazioni del Presidente su presunte "lobby".

Circolare su farmaci scatena la protesta

Una nuova direttiva regionale ha creato malumore tra i medici di base del Lazio. La comunicazione, emanata dalla Direzione regionale Salute a fine marzo, impone l'analisi del profilo prescrittivo di 10 medici mensilmente. L'obiettivo è valutare eventuali inappropriatezze nell'uso dei farmaci. I medici hanno interpretato questa misura come un controllo ispettivo. La considerano un attacco alla loro autonomia professionale. Temono che possa minare la fiducia tra professionisti e istituzioni. Hanno dichiarato lo stato di mobilitazione. Hanno ritirato i loro rappresentanti da diverse delegazioni. La Regione ha confermato la sospensione della circolare. L'intenzione di ridurre la spesa farmaceutica inappropriata rimane una priorità per il Presidente Rocca.

Dichiarazioni di Rocca su "lobby" generano reazioni

Parallelamente, le parole del Presidente Francesco Rocca durante una conferenza hanno acceso un'altra polemica. Il Presidente ha parlato di una "potentissima lobby" che agisce dietro le quinte. Questa lobby, a suo dire, ostacolerebbe il passaggio di competenze nel sistema sanitario. Queste affermazioni hanno provocato una forte reazione. Il Presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, ha espresso forte disappunto. Ha definito le dichiarazioni "divisive e fuorvianti". Ha sottolineato la necessità di un confronto basato su dati oggettivi. Ha difeso il lavoro dei professionisti sanitari. Ha criticato l'idea di attribuire criticità sistemiche a comportamenti individuali. Ha ribadito che il passaggio di competenze richiede percorsi formativi specifici. Ha avvertito sul rischio di alimentare sfiducia nei cittadini.

Rocca replica: "Nessuna messa in discussione del ruolo medico"

La risposta del Presidente Rocca non si è fatta attendere. Ha chiarito che nessuno intende mettere in discussione il ruolo del medico. Ha definito "ovvia" la centralità del professionista nel sistema sanitario. Ha espresso sorpresa per la reazione di Magi. Ha affermato che le sue parole sono state fraintese. Si è detto dispiaciuto per la "mancata comprensione" del suo ragionamento. Ha rivendicato il suo pensiero, ritenendolo in linea con il dialogo avuto in passato. Ha proposto una nuova stagione di confronto con gli Ordini professionali. Questo confronto dovrebbe basarsi su evidenze scientifiche. Dovrebbe focalizzarsi sullo sviluppo della medicina territoriale. Ha invitato il Presidente Magi a un nuovo incontro. Ha esteso l'invito anche al presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) di Roma, Maurizio Zega. Ha ricordato i precedenti dialoghi costruttivi con Zega.

Altri ordini professionali intervengono

Anche il Presidente dell'Opi Roma, Maurizio Zega, è intervenuto nel dibattito. Ha accolto con rispetto le preoccupazioni espresse dall'Ordine dei medici. Ha condiviso la necessità di mettere il paziente al centro. Ha sottolineato l'importanza di valorizzare il contributo di tutte le professioni sanitarie. Ha espresso la volontà di evitare interpretazioni parziali. Tali letture, a suo dire, potrebbero generare contrapposizioni inutili. Ha ribadito l'importanza di un lavoro di squadra. Questo lavoro deve coinvolgere tutti i professionisti sanitari. Ognuno deve contribuire secondo le proprie competenze. La situazione evidenzia la complessità della gestione sanitaria. Richiede un dialogo costante tra istituzioni e professionisti. L'obiettivo comune è garantire la migliore assistenza possibile ai cittadini.

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