Lorenzo Cherubini, noto come Jovanotti, si avvicina al suo sessantesimo compleanno senza particolare enfasi. L'artista dichiara che la sua vita è già una festa continua grazie al suo lavoro, rendendo la ricorrenza meno significativa.
Jovanotti: il compleanno è solo un dettaglio
Il prossimo 27 settembre, Lorenzo Cherubini, meglio conosciuto come Jovanotti, raggiungerà il traguardo dei 60 anni. Tuttavia, l'artista sembra non dare particolare peso a questa data. Per lui, il compleanno è un giorno come un altro, poiché la sua professione lo porta a festeggiare costantemente.
«Non ci penso proprio», confida Jovanotti durante la tappa romana del suo Jova Summer Party. L'artista spiega di non aver mai celebrato i compleanni in modo speciale. La sua carriera, iniziata a soli 16 anni, lo ha sempre visto protagonista di feste.
«Di mestiere faccio le feste da quando ho 16 anni», afferma. Per questo motivo, ha sempre trascurato il proprio compleanno. L'unica eccezione era ricordare di chiamare suo padre, il cui compleanno cadeva il giorno successivo. Spesso univano le celebrazioni, concedendosi una cena in famiglia.
«Forse era l'unica volta in cui si andava a mangiar fuori in famiglia. Era un evento», ricorda con un sorriso. L'energia e la vitalità di Jovanotti, unite alle fatiche dei tour e alle pedalate in bicicletta, sembrano sfidare il tempo.
Il documentario: il bambino interiore di Jovanotti
Il documentario «Lorenzo - L'incredibile avventura di Jovanotti», diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti, esplora il lato più intimo e infantile dell'artista. La pellicola, in uscita nelle sale a novembre, promette di svelare il bambino che Jovanotti porta ancora dentro di sé.
«Il film è pronto», annuncia l'artista. Per la prima volta, Jovanotti ha scelto di non avere il controllo creativo. «È proprio una richiesta che ho fatto loro», spiega. I registi lo hanno seguito per sette anni.
«Mi hanno seguito per sette anni e io ho detto: 'Vorrei non vedervi mai'. Io faccio tutto rivolto al futuro», dichiara. Ha affidato loro il materiale, incoraggiandoli a raccontare la sua storia. La scoperta di una scatola di vecchi filmati in superotto del padre ha arricchito il materiale a disposizione.
«Siamo stati fortunati perché abbiamo ritrovato uno scatolone di superotto che aveva fatto mio padre», rivela. «La chiave di lettura è il bambino che mi porto dentro», conclude, sottolineando il tema centrale del documentario.
Il Circo Massimo e la sua Roma
Le due date previste al Circo Massimo di Roma segnano la conclusione del tour. Un tour che ha visto Jovanotti percorrere ben 2000 chilometri in bicicletta. Anche a Roma, l'artista ha percorso 60 chilometri in bici il giorno precedente.
«Roma è la mia infanzia, è la mia adolescenza», racconta con affetto. Descrive la Roma degli anni '70 e '80 come un luogo sicuro, dove poteva muoversi liberamente. «Io vagavo per Roma come un ragazzino senza pericoli», ricorda.
«San Pietro era un parco giochi», aggiunge. Pur riconoscendo la bellezza della città, ammette che la sua visione è parziale. Trascorrendo a Roma solo brevi periodi dal vent'anni, non può affermare di conoscerla a fondo.
Il concerto romano, definito da Jovanotti un «party», vedrà la partecipazione di numerosi artisti. Si alterneranno sul palco, a partire dal primo pomeriggio, nomi come Mobrici e Frankie Hi-Nrg. Il gran finale serale sarà dedicato ai successi del padrone di casa.
Progetti futuri e amore per le canzoni romantiche
Riguardo ai progetti futuri, Jovanotti dichiara: «Progetti futuri? Zero, ma mi piace questa sensazione». Non si tratta di un ritiro dalle scene, ma di un desiderio di vivere il momento senza scadenze.
«Non vuol dire che mi ritiro. Tutt'altro! Però non ho nessuna idea, nessuna scadenza», chiarisce. È certo, però, che tornerà presto al lavoro.
L'artista sottolinea il potere della musica: «Nelle canzoni ci possiamo permettere anche la retorica», afferma. «Ci possiamo permettere tante cose che nella vita reale faremmo meglio a risparmiarci. Ci possiamo permettere l'utopia, meno male».
Tra i suoi brani, quelli romantici occupano un posto speciale. «Sento che le canzoni romantiche sono quelle che hanno la vita più lunga», spiega. Questo accade perché il sentimento d'amore continua ad avere spazio nella vita delle persone.
Se gli venisse chiesto di cantare una sua canzone con una chitarra, sceglierebbe senza esitazione «Bella». Questo brano rappresenta per lui l'essenza della canzone romantica.