Lo scrittore Jeffery Deaver, maestro del thriller, rivela la sua costante ansia di non soddisfare i lettori. Critica apertamente la politica sulle armi negli Stati Uniti e l'ex presidente Trump, pur ribadendo l'importanza dell'intelligenza artificiale come strumento di supporto alla scrittura, non come sostituto.
La costante ansia di soddisfare il lettore
Nonostante una carriera prolifica con circa cinquanta romanzi e 126 racconti pubblicati in 150 Paesi e tradotti in 25 lingue, Jeffery Deaver ammette di provare ancora oggi una forte apprensione.
Questa paura, descritta come un'ansia da prestazione quasi adolescenziale, lo rende umano e ne smorza l'immagine glaciale spesso associata ai suoi personaggi.
«Non ascolto molto i critici, ma i lettori», afferma lo scrittore. «Scrivo per loro, non per me. La mia preoccupazione non è il denaro, ma il non riuscire a creare un libro che soddisfi le vostre aspettative e vi entusiasmi».
Per questo motivo, Deaver dedica otto ore al giorno alla scrittura, con un'intensa fase di pianificazione che dura otto mesi. L'obiettivo è sempre quello di offrire la migliore esperienza di lettura possibile.
Colter Shaw, Kathryn e le richieste dei lettori
Negli ultimi anni, i lettori hanno mostrato un grande apprezzamento per il personaggio di Colter Shaw. La sua serie, intitolata 'Tracker', ha ottenuto un notevole successo negli Stati Uniti, diventando la più seguita per quattro anni.
La serie è attualmente disponibile su piattaforme come Disney Channel, Amazon e Paramount. Il successo di Shaw ha portato Deaver a mettere temporaneamente da parte la serie dedicata a Kathryn.
Tuttavia, recenti sviluppi indicano un ritorno di popolarità per Kathryn. Un importante produttore ha deciso di realizzare una serie televisiva basata sui suoi romanzi. Di conseguenza, il prossimo anno vedrà la pubblicazione di un nuovo episodio della serie di Kathryn, seguito da ulteriori storie.
Le richieste di violenza e la critica sociale
Nonostante la volontà di accontentare il pubblico, Deaver non si piega completamente ai gusti dei lettori. Un episodio significativo riguarda una signora di novant'anni che gli confidò: «Ultimamente è un problema leggere i suoi libri nella struttura: si è un po' rammollito. All'inizio faceva camminare i ratti su una donna: vogliamo più violenza».
Questa richiesta, tuttavia, non si traduce in un aumento indiscriminato di scene cruente. Deaver sottolinea che «questo non significa che scrivo più tagliuzzamenti e più accoltellamenti».
Lo scrittore, che ama profondamente l'Italia, paese dove vende più dopo gli Stati Uniti, esprime una forte critica nei confronti del suo Paese d'origine. Ha ambientato romanzi a Napoli e Como.
«Ci sono 360 milioni di abitanti negli Stati Uniti e 400mila armi da fuoco», denuncia. «Chiunque abbia almeno 18 anni può avere un'arma». Questo porta a conseguenze drammatiche: «La prima causa di morte infantile non sono incidenti o vaccini, ma armi da fuoco».
Critiche a Trump e all'intelligenza artificiale
Il tema di Trump emerge naturalmente nel discorso. Deaver lo descrive come «una persona narcisista, egotista, pensa solo a sé e ai suoi interessi, crudele». Ricorda di aver sentito parlare di lui come imprenditore di successo, ma la sua candidatura politica lo ha visto criticare una persona disabile.
«Da allora sono dichiaratamente contro di lui», afferma con fermezza, riferendosi agli eventi del 2016.
Riguardo all'intelligenza artificiale, Deaver ne riconosce l'utilità per compiti specifici come il controllo ortografico, la verifica della punteggiatura e le ricerche.
«Mai bisogna usarla per scrivere», avverte. «Se lo fai, rubi quel che qualcun altro ha creato prima di te».
Deaver, insieme a migliaia di altri autori, ha avviato una causa legale contro Anthropic per l'uso improprio dei loro titoli. Infine, incoraggia chi è appassionato di scrittura: «Se è la scrittura che vi intriga, scrivete. Non c'è niente di meglio che sedersi davanti a un foglio bianco e scervellarsi per entusiasmare il lettore».