Innovazione italiana: crescita nella classifica europea
L'Italia ha raggiunto un traguardo significativo nel panorama dell'innovazione europea, posizionandosi nella Top 10 per numero di richieste di brevetto presso l'Ufficio Europeo dei Brevetti (Epo). Questo risultato, sebbene accompagnato da una leggera flessione complessiva delle domande, segna un avanzamento di una posizione rispetto all'anno precedente, collocando il Paese al decimo posto a livello globale e al quarto tra gli stati membri dell'Unione Europea.
I dati provengono dal rapporto Epo Technology Dashboard 2025, che analizza le tendenze globali dell'innovazione basandosi sulle registrazioni brevettuali. Nonostante un calo dell'1,8% nelle domande italiane rispetto al 2024, l'Italia si è distinta, superando nazioni come la Svezia e posizionandosi dietro a potenze come Germania, Francia e Paesi Bassi.
Trasporti e automotive trainano l'innovazione
Il settore trainante dell'innovazione italiana, secondo il rapporto, è quello dei trasporti e dell'automotive. Questo comparto ha registrato un aumento dello 0,4% nelle richieste di brevetto, confermando la sua vitalità nonostante il trend generale di rallentamento. Le regioni più attive in termini di innovazione si confermano essere la Lombardia, l'Emilia-Romagna e il Veneto.
Al secondo posto per numero di domande si colloca il settore dell'handling, che include tecnologie per la manipolazione di oggetti e sistemi di trasporto, seguito dalle macchine speciali e dall'ingegneria civile. Questi dati offrono una visione anticipata delle future tendenze di mercato, con un orizzonte temporale di circa 2-3 anni.
Aziende e ricerca pubblica all'avanguardia
Tra le realtà imprenditoriali italiane, Coesia, Ferrari e Iveco Group si confermano leader per numero di brevetti europei depositati, con tutte e tre le aziende che hanno visto un incremento delle loro richieste. Seguono nella classifica aziende del calibro di Pirelli, Chiesi Farmaceutici e Leonardo.
Un aspetto di particolare rilievo è la crescita delle richieste per il cosiddetto brevetto unitario. Questa formula economica semplifica la protezione brevettuale in 18 paesi europei, aprendo il mercato anche a realtà più piccole come le PMI, i centri di ricerca e le università. In questo contesto, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) emerge con un balzo significativo, posizionandosi al nono posto assoluto nella classifica italiana e sottolineando il ruolo cruciale della ricerca pubblica nell'ecosistema innovativo del Paese.