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L'Italia guida l'Europa per numero di Zone a Traffico Limitato (ZTL), concentrando oltre la metà delle restrizioni alla circolazione urbana continentale. Uno studio Luiss evidenzia la frammentazione normativa nazionale e propone soluzioni per un coordinamento più efficace.

Italia leader europeo per zone a traffico limitato

Il nostro Paese detiene il primato europeo per numero di Zone a Traffico Limitato (ZTL). L'Italia ospita più della metà di tutte le restrizioni alla circolazione urbana presenti nel continente. Questo dato emerge da una recente ricerca condotta dall'Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School.

La ricerca, intitolata 'Auto e Città, oltre il divieto', analizza il complesso rapporto tra mobilità privata e lo spazio delle nostre città. L'indagine considera le nuove esigenze legate all'ambiente, all'economia e alla società contemporanea. L'Unrae collabora come partner di questo importante studio.

Oltre 400 ZTL attive in Italia

I risultati della ricerca sono sorprendenti. Su un totale di circa 500 ZTL attive in tutta Europa, ben 446 si trovano sul territorio italiano. Considerando tutte le forme di limitazione alla circolazione, il nostro Paese registra complessivamente 485 provvedimenti. Questi includono ZTL, Low Emission Zone (Lez) e sistemi di congestion charge.

Questo numero rappresenta il 56,2% del totale europeo. Le misure di regolazione del traffico urbano mirano a ridurre le emissioni inquinanti e la congestione stradale. Tuttavia, lo studio mette in luce un problema significativo: una marcata frammentazione delle normative. A differenza di nazioni come Francia, Spagna e Germania, dove vigono criteri nazionali uniformi, in Italia le regole cambiano notevolmente da una città all'altra.

Proposte per un coordinamento nazionale

Fabio Orecchini, direttore dell'Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, ha commentato i risultati. «Dalla ricerca emerge la grande attenzione che l'Italia dedica al tema della mobilità urbana», ha affermato Orecchini. «Ma appare evidente l'assenza di un coordinamento efficace a livello nazionale», ha aggiunto.

Secondo Orecchini, sarebbe auspicabile l'adozione di standard comuni per le zone a basse emissioni. Inoltre, sarebbe utile la creazione di una piattaforma nazionale. Questa piattaforma dovrebbe raccogliere tutte le informazioni relative alle restrizioni locali. Ciò faciliterebbe la comprensione e l'applicazione delle norme per i cittadini e le imprese.

Sostenibilità ed equità sociale

Lo studio sottolinea un altro aspetto fondamentale. Le politiche di limitazione del traffico ottengono risultati migliori se affiancate da incentivi. Questi incentivi dovrebbero favorire il rinnovo del parco auto. Parallelamente, è necessario un potenziamento del trasporto pubblico. L'obiettivo è conciliare la sostenibilità ambientale con l'equità sociale.

Roberto Pietrantonio, presidente dell'Unrae, ha espresso la sua preoccupazione. «Oggi assistiamo a una sorta di balcanizzazione della mobilità», ha dichiarato Pietrantonio. «Regole e divieti differenti da città a città generano confusione e incertezza», ha aggiunto. Secondo Pietrantonio, «le città migliori saranno quelle capaci di conciliare sostenibilità, inclusione e libertà di movimento».