Cronaca

Iran, tensioni USA-Israele: Italia senza una chiara rotta estera

18 marzo 2026, 12:01 3 min di lettura
Iran, tensioni USA-Israele: Italia senza una chiara rotta estera Immagine da Wikimedia Commons Roma
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Dimissioni shock dal Pentagono USA

Un alto funzionario del Centro antiterrorismo americano, Joe Kent, ha rassegnato le dimissioni. La sua decisione, resa pubblica, segna un dissenso inedito all'interno dell'amministrazione. Kent, vicino alle posizioni di Donald Trump, accusa la Casa Bianca di aver ceduto alle pressioni di Israele e della sua potente lobby negli Stati Uniti.

Secondo Kent, l'Iran non rappresentava una minaccia imminente e il conflitto in corso non servirebbe gli interessi americani. Questa presa di posizione pubblica da parte di un membro autorevole dell'apparato governativo rivela un malessere diffuso tra i sostenitori di Trump, che prediligono un focus sulle questioni interne piuttosto che su interventi militari all'estero.

L'Europa rifiuta la richiesta di Trump

L'uccisione di figure chiave iraniane come Ali Larijani e Gholamreza Soleimani non sembra aver modificato la valutazione strategica di Kent. La richiesta di inviare navi da guerra per proteggere le petroliere nello Stretto di Hormuz, rivolta alla Cina, è vista come un segnale di debolezza dell'amministrazione americana, incapace di garantire la sicurezza delle rotte marittime con la propria marina.

La storia recente, segnata da conflitti come quello in Vietnam, l'intervento in Iraq e la ritirata dall'Afghanistan, sembra aver insegnato a Washington che le vittorie militari non sempre si traducono in successi politici. Questo scenario spiega il rifiuto unanime dei ministri degli Esteri dell'Unione Europea, riuniti a Bruxelles, di fornire supporto navale a Trump.

L'Italia alla ricerca di una propria identità

Anche gli alleati europei più vicini a Trump hanno ritenuto la richiesta troppo rischiosa, preferendo evitare un coinvolgimento diretto in un conflitto non desiderato. Figure politiche come Keir Starmer nel Regno Unito e Friedrich Merz in Germania hanno chiarito che non si tratta di una guerra della NATO.

In Italia, la posizione ufficiale è più cauta, espressa attraverso dichiarazioni congiunte con gli alleati. Tuttavia, l'Europa si trova a pagare il prezzo di una triplice dipendenza: militare dagli Stati Uniti, energetica dalla Russia e commerciale dalla Cina. Questo la rende vulnerabile a ricatti e pressioni.

Incertezze sulla politica estera italiana

Il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, sembra navigare tra posizioni apparentemente contraddittorie: sostenere Trump e l'Europa, difendere l'Ucraina e al contempo incontrare l'ambasciatore russo a Roma, come nel caso del vice ministro Edmondo Cirielli. Questa ambiguità solleva interrogativi sull'affidabilità dell'Italia come partner europeo e sulla sua visione strategica.

La mancanza di una chiara direzione politica estera rende difficile costruire una difesa comune contro minacce esterne, sia da parte della Russia che da possibili derive protezionistiche americane. La storia insegna che nei momenti di crisi emergono leader capaci di definire una visione chiara, come dimostrano esempi passati di statisti che hanno saputo tutelare gli interessi nazionali con dignità e determinazione.

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