La Provincia di Pesaro e Urbino ha bloccato il piano di svuotamento dell'invaso del Furlo proposto da Enel Green Power. Le preoccupazioni ambientali e la mancanza di garanzie per la fauna ittica sono le ragioni principali del diniego.
Stop al piano di svuotamento dell'invaso del Furlo
L'ente provinciale di Pesaro e Urbino ha espresso un parere negativo. Il progetto di svuotamento dell'invaso del Furlo, presentato da Enel Green Power, è stato giudicato incompatibile. Gli obiettivi di tutela del sito non sarebbero garantiti. Le condizioni attuali non permettono la realizzazione dell'intervento. Questo piano era collegato anche alle ricerche di Riccardo Branchini, scomparso nell'ottobre 2024. La comunicazione del servizio ambiente è arrivata dopo una conferenza dei servizi. L'incontro si è tenuto l’8 maggio.
La Provincia ritiene che i presupposti tecnici e ambientali siano venuti meno. Questi elementi avevano permesso un precedente parere favorevole. Le prescrizioni iniziali non sarebbero più rispettate. Il documento evidenzia criticità specifiche. Le misure di mitigazione proposte non tutelano adeguatamente la fauna ittica. I siti Natura 2000 sono particolarmente a rischio. Le modalità operative di Enel Green Power non sono considerate sufficienti.
Criticità ambientali e proposte di Enel Green Power
Enel Green Power ha sollevato diverse problematiche. La gradualità di svuotamento e reinvaso è stata messa in discussione. La velocità di un metro al giorno sotto i 172 metri sul livello del mare non è applicabile. Questo è dovuto alla particolare morfologia del bacino. Inoltre, le esigenze di gestione dell'acqua sono cruciali. L'acqua serve anche per uso potabile. Il gestore ha segnalato l'impossibilità di recuperare l'ittiofauna a valle. Le ragioni sono legate alla sicurezza e all'accesso. L'installazione di barriere efficaci è risultata difficile. Barriere fisiche, elettriche o acustiche non sarebbero praticabili.
La Provincia, però, non considera equivalenti le misure alternative. Il ripopolamento ittico è visto come una soluzione successiva. Non può sostituire le prescrizioni preventive. Queste sono fondamentali per la Valutazione di Incidenza. Sono anche importanti per il nulla osta della Riserva. Le garanzie ambientali richieste non sono state pienamente soddisfatte. La tutela dell'ecosistema è la priorità assoluta. Le proposte di mitigazione non sono ritenute adeguate.
Possibile rimodulazione dei tempi per l'intervento
Nonostante il diniego, una speranza rimane. La possibilità di rimodulare i tempi dell'intervento è ancora aperta. La scadenza originaria di maggio non è considerata vincolante. Questo a determinate condizioni. La nuova programmazione deve essere proposta dal gestore. Deve essere poi autorizzata dalla direzione regionale competente. La coerenza con le esigenze di tutela ambientale è fondamentale. Anche la salvaguardia della risorsa idrica deve essere garantita. L'ente provinciale attende nuove proposte. Queste dovranno rispettare rigorosamente le normative ambientali. La sicurezza e la sostenibilità rimangono al centro della decisione. La situazione rimane in evoluzione.
Le ricerche di Riccardo Branchini, il giovane scomparso, rimangono un punto sensibile. Tuttavia, le procedure ambientali devono essere rispettate. La Provincia intende garantire la massima protezione per l'area del Furlo. Questo sito è di grande valore naturalistico. Le decisioni future dipenderanno dalle nuove proposte di Enel Green Power. Sarà necessario un dialogo costruttivo. L'obiettivo è trovare un equilibrio tra le esigenze operative e la tutela ambientale. La questione è complessa e richiede attenzione. La salvaguardia dell'ecosistema è prioritaria. La Provincia vigilerà attentamente.